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'Ndrangheta: procuratore Gratteri, parte attiva in processi decisionali politica (4)

Cronaca

(Adnkronos) - Il magistrato Nicola Gratteri ha riportato, in diversi interventi, due paradossi. Il primo e' aver fatto condannare per sei volte lo stesso imputato. L'altro e' che nessun componente della famiglia Aquino, riconosciuta come egemone nel narcotraffico internazionale, ha mai avuto una condanna per l'accusa di associazione mafiosa.

''Il reato di 416 bis cosi' com'e' strutturato -spiega il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria- da' ampissimi margini di potere discrezionale. Quindi, al netto, questi 'ndranghetisti stanno in carcere sei o sette anni. Non e' un deterrente, non bastano sei anni per rieducare un mafioso. Le pene sono ridicole''. Gratteri racconta ''quando una persona legge che e' imputata per 416 bis tira un sospiro di sollievo perche' calcola che dopo pochi anni esce. Se invece e' imputato per l'art.74 (sostanze stupefacenti) o per omicidio allora si preoccupa seriamente. In questo caso anche il piu' duro dei mafiosi sbianca''.

Sulla nuova stagione del pentitismo, che nel 2010 ha segnato un apprezzabile aumento di collaboratori di giustizia a Reggio Calabria, Gratteri afferma che e' un fatto importante ma ''non e' una novita' assoluta perche' anche dieci anni fa, negli anni Novanta, abbiamo avuto fino a cinquanta collaboratori di giustizia. E' certo un segnale buono, positivo. Ci aspettiamo -auspica- che collaborino 'ndranghetisti di piu' alto livello per poter creare uno squarcio piu' incisivo nelle famiglie di elite della 'ndrangheta''. Anche ''qualcosa in piu''' di Antonino Lo Giudice, che si e' autoaccusato delle bombe alla procura generale di Reggio Calabria e all'intimidazione al procuratore Giuseppe Pignatone. (segue)

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