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Fascismo: Mussolini interventista, a convincerlo fu lettera di Cesare Battisti (3)

Cultura

(Adnkronos) - La lettera proseguiva, affermando: ''L'idea nazionale - non nel senso nazionalista, ma nel senso sano ed equilibrato di difesa di un proprio patrimonio di coltura - e per reazione al Governo austriaco fattosi sempre piu' feroce e per l'attrazione ed il fascino esercitato dall'incontestato progresso economico d'Italia - ha pervaso tutto e tutti''.

E, dopo una dettagliata analisi dell'atteggiamento delle diverse componenti della societa' trentina, sottolineava: ''Certo nel Trentino non v'e' un irredentismo che negli ultimi anni abbia pensato a congiure, forme ormai superate. Non c'era, ne' potea esserci finche' si vedeva l'Italia legata alla Triplice, un irredentismo d'azione. Ma oggi dai campi insanguinati della Galizia e della Bosnia come dalle citta' e dalle valli e da ogni luogo ove siano trentini si guarda fremendo all'Itala".

"Un cuore italiano che vive nella fortezza di Franzensfeste, coperto della divisa austriaca, mi scrive oggi eludendo la rigida sorveglianza: 'Il mezzogiorno non si muove? Venite!' - sottolineava Battisti - Ora e' il momento in cui l'irredentismo prende forma concreta ed ha ragione di essere. Ora c'e' e mette in fuga tutte le paure, le prudenze, gli interessi dei tempi andati. E c'e' non in questo o in quel partito. C'e' nel cuore di tutto il popolo". (segue)

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