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Siria, esercito a Damasco: spari. A Homs tra le vittime anche un 12enne

Esteri

Damasco, 9 mag. - (Adnkronos/Aki) - L'esercito siriano ha isolato questa mattina il sobborgo di Muadhamiya, a ovest di Damasco, cordonando la zona. Secondo quanto denunciato dagli attivisti per i diritti umani su Internet, dalla zona si odono colpi d'arma da fuoco e si vedono alzare colonne di fumo. Inoltre, come nelle altre operazioni condotte dai militari per reprimere le manifestazioni anti-governative, l'elettricità e le linee telefoniche sono state tagliate impedendo la comunicazione con l'esterno.

Rimane alta la tensione a Homs, la città della Siria centrale teatro negli ultimi giorni di violenti scontri tra oppositori e forze di sicurezza e presidiata da soldati e carri armati di Damasco. Testimoni oculari riferiscono sul social network 'Twitter' che la città oggi è "paralizzata" e che "le scuole e le banche sono rimaste chiuse". Uno dei testimoni, il blogger 'samsomhoms', ha dichiarato inoltre che sei carri armati presidiano l'ingresso alla città. Lo stesso blogger ha rivelato di avere udito stamani cinque forti esplosioni in un sobborgo di Homs, Baba Amro, senza aggiungere ulteriori dettagli a riguardo.

Bab Amro insieme a Bab Sebaa e Tal al-Sour sono sotto ''assedio totale'', come spiega l'Osservatorio per i diritti umani in Siria con sede in Gran Bretagna.

Ieri un bambino di 12 anni è stato ucciso durante la repressione messa in campo dalle forze di sicurezza siriane contro i manifestanti scesi in piazza per contestare il regime autocratico del presidente Bashar Assad. Lo denunciano gli attivisti siriani su Twitter, precisando che tra gli arrestati spicca invece la presenza di un bambino di 10 anni che, probabilmente, è stato fermato dalle guardie presidenziali per punire i suoi genitori. Al momento non sono ancora chiare le circostanze esatte che hanno portato alla morte del 12enne. Come in altre operazioni, prima di agire con i carri armati e con l'invio dei soldati, il governo ha tagliato i servizi telefonici e l'elettricità in modo da isolare la scena della repressione. Inoltre le autorità non consentono ai giornalisti locali e stranieri di recarsi sul luogo per seguire gli eventi.

Dieci siriani che lavoravano in Libano sono stati uccisi sempre ieri sera da una banda armata vicino a Homs, di ritorno da una visita ai loro familiari. Le autorita' siriane hanno denunciato la presenza di bande al servizio di governi stranieri nella guida delle proteste contro il presidente, Bashar al-Assad, che da meta' marzo hanno incendiato il paese.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, dall'inizio della rivolta a metà marzo sono 580 i civili uccisi. Le fonti del governo, invece, parlano di un centinaio di soldati morti negli scontri.

Sono oltre 250 invece le persone arrestate a Banias, sulla costa siriana. Lo denuncia il dissidente siriano Ammar Abdulhamid, sottolineando come le armi preferite dal regime di Bashar al-Assad siano i carri armati e il settarismo. ''La città (di Banias, ndr) resta sotto assedio e i servizi base, compresa l'acqua, l'elettricità e le linee di comunicazione, sono tagliate - dice l'esponente dell'opposizione - I cecchini e i carri armati sono dispiegati in tutte le zone sunnite della citta' si 50mila (abitanti, ndr)''. Il regime di Damasco continua ad accusare gruppi ''terroristici'' per le violenze in corso.

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