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Immigrati: Lampedusa, l'isola dove si muore e si nasce due volte/La storia (3)

Cronaca

(Adnkronos) - Sono quasi le cinque e i profughi continuano a gettarsi dalla barca. Sono stremati. Anch'io. Ma non sento la fatica. Ci sono vite da salvare. Un tenente della Guardia di Finanza, Davide Miserendino, e' sfinito. Si e' gettato una decina di volte in acqua per prendere i bambini. Un commissario di Polizia, Corrado Empoli, ogni tanto mi viene vicino e mi chiede se va tutto bene. Io lo guardo e non so cosa rispondere. Ho paura di non farcela. A volte, quando i profughi mi si aggrappano al corpo, impauriti involontariamente mi buttano giu'. Io mi rialzo, dolorante. Ma contenta di essere riuscita a portare in salvo tanta gente. Sul barcone non c'e' piu' nessuno. Siamo tutti inzuppati di acqua. Ma nessuno di noi ci fa caso. Ci guardiamo in faccia. ''E ora?''. Ci chiediamo con gli occhi, senza parlarci. Ma non e' ancora finita. Cinque dei bambini salvati dalla morte sono senza genitori. Non si trovano.

Prendo in braccio un bimbo nudo, tremante, infreddolito. E' avvolto in una coperta. Lo guardo e lo tengo stretto stretto. Ora il problema e' trovare la sua mamma. Se e' ancora viva. Vengo accompagnata all'Area di marina protetta, dove sono stati accompagnati i profughi appena salvati. Inizia un nuovo calvario. Alcune donne mi guardano con lo sguardo interrogativo e sperano che sia il loro bambino. Ma passa almeno un'altra mezz'ora prima di scorgere una donna seduta a terra che piange disperata e grida: ''My baby, my baby''. La guardo, mi inginocchio accanto a lei e le chiedo: ''It's your baby?' e lei incredula alza gli occhi al cielo e grida: ''God, my God, Severine''.

E' lui. Il piccolo che tengo forte in braccio. Si chiama Severine e ha quattro mesi. E' nigeriamo. Lo consegno alla sua mamma e finalmente sorride, anche con gli occhi. E' finito un incubo. Severine torna con la sua mamma. Sono quasi le sei e mezza del mattino e sono bagnata fradicia. Ma non importa. Lo sguardo di Madeline, la mamma di Severine, mi ripaga di tutte le fatiche immense delle due ore appena trascorse. Per me e' un giorno felice. Ma la felicita' dura solo un giorno. La gioia di essere riusciti, tutti quanti insieme, a salvare 527 persone, viene offuscata dalla notizia dei tre cadaveri ritrovati oggi sotto il barcone ancora incagliato. Ma cerco di pensare alle tante vite salvate. E a Severine. Anche lui ce l'ha fatta.

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