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Ue: Tajani, cresce tentazione ripiegarsi su egoismi nazionali (2)

Politica

(Adnkronos) - Per Tajani "piu' grandi sono le sfide piu' serve un'Europa politica all'altezza della situazione; un'Europa che non deve occuparsi di cose che si possono risolvere con l'iniziativa privata o a livello locale, ma entrare in campo solo laddove sia indispensabile una risposta comune". Il problema, sottolinea, non e' se "l'Europa serva o meno ma, piuttosto, quanta Europa e con quali strumenti. Il gioco antico del Caprio espiatorio per cui se le cose vanno bene e' merito di uno Stato o una Regione e, se vanno male, e' colpa dei soliti burocratici di Bruxelles, non e' la via giusta".

Il vice presidente della Commissione europea ritiene che "parlare solo male dell'Europa puo', forse, aiutare a vincere le elezioni ma non a governare i problemi. Finora, per molti aspetti, la storia dell'integrazione europea e' una storia di successo. Il mercato unico e le sue liberta', l'Euro, la nuova governance economica per rispondere alla crisi dei debiti sovrani e rilanciare competitivita' e lavoro sono la via da seguire. Cosa saremmo stati in piena tempesta finanziaria senza questi strumenti comuni? Il fatto stesso che dal momento della sua nascita quasi tutti gli Stati del continente abbiano fatto la fila per entrare nell'UE e che questa abbia giocato un ruolo determinate per la democrazia e la stabilita' di molti paesi europei basterebbe a considerarla un'impresa ben riuscita".

Ma e' innegabile, afferma, "che negli ultimi anni, proprio quando si e' piu' avvertito il bisogno di una forte azione europea, l'UE abbia anche mostrato inadeguatezze e l'emergere di una crescente cultura di egoismi nazionali. Per alcune politiche chiave quali l'azione esterna, la difesa o l'immigrazione, si e' rimasti in un limbo d'incertezza, nel voglio ma non posso dei veti incrociati, in una logica intergovernativa dove si perde il senso della solidarieta' e si rischia di apparire velleitari o inconcludenti". (segue)

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