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Ue: Tajani, disoccupazione giovanile in cima all'agenda (2)

Economia

(Adnkronos) - Per Tajani "il legame tra piu' professionalizzazione della forza lavoro e maggiore occupazione e' indiscutibile, come dimostrato dai dati Eurostat. Secondo l'Ocse, un anno d'istruzione aggiuntivo della popolazione accelera il tasso di crescita dello 0,45% agendo sulla produttivita'. Raggiungere gli obiettivi europei darebbe una spinta formidabile all'incremento del PIl".

La strada, dice, "e' ancora lunga. Quasi il 15% dei ragazzi tra 18 e 24 anni lascia gli studi prima del diploma. E vi e' un fenomeno di ritorno della piaga dell'analfabetismo: quasi il 25% dei quindicenni ha difficolta' di lettura con un aumentato negli ultimi anni. Meno di una persona su tre (31,5%) ha un titolo di studio universitario contro il 40% degli Usa e il 50% del Giappone". Vi e', sottolinea, "ancora un'eccessiva distanza tra il mondo universitario e quello delle imprese. Va fatto molto di piu' per coinvolgere scuole e Universita', avvicinare davvero le imprese ai giovani, dando loro la possibilita' di realizzare la propria creativita' e il loro potenziale d'innovazione".

Considero, prosegue, "importante che alle Assise di Confindustria di due giorni fa si sia sottolineato il ruolo chiave dell'accesso dei giovani al lavoro, della formazione, della meritocrazia e della flessibilita' per il rilancio della crescita". Non e' possibile, spiega, "arrivare al 75% di occupazione senza un progresso radicale nell'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Va superata la dicotomia tra giovani che utilizzano le nuove tecnologie, flessibili, che parlano le lingue, magari laureati in materie scientifiche o tecniche, e quelli senza alcuna qualifica. Entro dieci anni il 35% dei posti di lavoro richiedera' un elevato livello di qualifiche, con spiccate capacita' di adattamento e innovazione".(segue)

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