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Droga: Giovanardi, non si cura un malato dandogli altro veleno

Cronaca

Roma, 10 mag. (Adnkronos) - "Quale medico puo' curare un malato con altro veleno? Cosi' si cronicizza il paziente e si espongono gli altri al pericolo di una persona sotto l'effetto di sostanze". Con queste parole, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, con delega alle politiche antidroga, Stefano Giovanardi, intervistato dalla 'Stampa', commenta la sperimentazione avviata dal Centro per la prevenzione delle dipendenze della Provincia di Bolzano, che prevede la distribuzione di sostanze stupefacenti a persone che hanno gia' sviluppato una tendenza, restando pero' all'interno di un percorso sanitario per ridurne il bisogno.

"Non mi sembra una grande novita' - osserva Giovanardi - la terapia scalare del metadone parte dalla stessa teoria". E si dice dunque contrario a dare "dosi di veleno della mutua", ricordando: "Le neuroscienze hanno ormai accertato i danni cerebrali che provoca il consumo di droghe. Presenteremo un documentario sugli effetti della cocaina: cervelli a gruviera, palati con i buchi, nasi rifatti dalla chirurgia perche' finiti in putrefazione".

Per l'esponente di governo, "la strada maestra nella lotta alle droghe restano la prevenzione e la dissuasione dei giovani. E infatti - riferisce il sottosegretario alle politiche antidroga - le rilevazioni dimostrano che c'e' stato un calo del 25% dell'uso di droghe in Italia".

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