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Immigrati: sommozzatori, quei corpi rannicchiati sul fondo del mare/Adnkronos

Cronaca

Lampedusa (Agrigento), 10 mag.- (Adnkronos) - (dall'inviato Elvira Terranova) - ''Quando ho visto a quindici metri di profondita' il cadavere di quell'uomo con le gambe maciullate, ho avuto un sussulto e mi e' venuta una grande tristezza. Eravamo convinti di avere salvato tutti i profughi, quella terribile notte, ma non e' stato cosi'. Per fortuna tra i cadaveri non c'erano bambini, non mi sarei piu' ripreso?''. Il sottocapo Alessandro Di Mauro, del Nucleo sommozzatori della Guardia costiera, e' un omaccione palestrato ma con un cuore grande.

Ieri e' stato lui a scoprire per primo i cadaveri dei tre profughi morti nella notte tra sabato e domenica dopo essere caduti in mare dal barcone rimasto incagliato sugli scogli di Cala Francese con a bordo piu' di 500 migranti.

''Ieri mattina - racconta il sottocapo proprio davanti al barcone ancora incagliato con un vento di maestrale che spazza via tutto - ero venuto con i miei compagni per recuperare gli involucri delle zattere che avevamo usato la notte prima durante le operazioni di salvataggio. Stavamo scandagliando il fondale, quando all'improvviso ho notato sul fondale un cadavere. La prima sensazione e' stata una grande tristezza''. Secondo il sommozzatore il giovane profugo, non piu' di 20-25 anni, sarebbe morto ''nell'impatto della barca contro gli scogli''. (segue)

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