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Referendum: Di Pietro scrive a vertici Rai, immediata correzione spot

Politica

Roma, 10 mag. - (Adnkronos) - Antonio Di Pietro ha inviato una lettera al presidente della Rai, Paolo Garimberti, e al direttore generale, Lorenza Lei, per chiedere un'immediata correzione di rotta sugli spot referendari che la Rai sta mandando in onda in questi giorni. "Sono stati completamente ignorati i pareri formalmente espressi sul testo dai comitati promotori dei referendum sul nucleare, sul legittimo impedimento e dei due referendum sull'acqua -si legge-. Infatti lo spot proposto dalla Rai risulta incomprensibile e burocratico ed e' stata motivata questa non avvenuta modifica accampando un parere contrario del ministero dell'Interno di cui nessuno, pero', ha fornito riscontro formale".

"La Rai e' stata piu' volte sollecitata a trasmettere gli spot per illustrare la data, l'ora, la modalita' di voto e il contenuto dei quesiti oggetto della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno", scrive tra l'altro Di Pietro, "l'impegno dell'azienda del servizio pubblico appare del tutto insoddisfacente". Per il leader Idv, tra l'altro, "la Rai ha scelto di rendere quanto piu' marginali possibile i suddetti spot illustrativi: soltanto due al giorno, collocati, per di piu', in orari di bassissimo ascolto".

Di Pietro sottolinea: "La Rai non puo' e non deve diventare strumento di parte, al servizio di quanti si stanno adoperando per far cadere un velo di silenzio sui referendum. Per queste ragioni chiedo un' immediata correzione di rotta che garantisca, nelle fasce di maggior ascolto e nei relativi notiziari televisivi e radiofonici, la messa in onda degli spot nelle trasmissioni di approfondimento e nelle tribune referendarie, al fine di garantire ai cittadini un'informazione ampia, pluralista e completa che finora e' mancata. Ricordo che siamo di fronte ad obblighi di legge che, se inapplicati o aggirati, costringeranno l'Italia dei Valori a chiamare in causa, con il loro giudizio e con le loro sanzioni, tutte le sedi istituzionali preposte in Italia e in Europa alla tutela del diritto dei cittadini all'informazione".

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