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Lecce: arresti per droga e armi, inchiesta nata da estorsione a commercialista (3)

Cronaca

(Adnkronos) - Durante le indagini e' emerso un contatto tra il gruppo criminale salentino e un clan di Casal di Principe (Caserta) che fa capo a Antonio Buonanno e a suo fratello Raffaele, (entrambi risultano avere precedenti penali per reati vari ed anche per armi). Si e' accertato che l'albanese Myderizi era creditore di somme di denaro da parte di Costa per consistenti forniture di cocaina, pareggiate con la consegna di danaro e di armi.

Il gruppo si interessava anche di traffico di marijuana: nel corso delle conversazioni e' emerso che Costa aveva consegnato a Paolo Puce in conto vendita 9,5 chili di marijuana per un controvalore di 40.000 euro, solo in parte versati. Uno degli episodi piu' pericolosi e' quello verificatosi la notte dell'11 dicembre scorso tra le 2 e le 6 quando ignoti fecero esplodere un piccolo ordigno all'interno della cabina telefonica in piazza Vittoria, a Corigliano, distruggendola. Nel corso delle intercettazioni e' stata accertata la responsabilita' del nipote della Baccaro, Antonio Alemanni, 37 anni, anche lui arrestato.

L'attentato mette in risalto, oltre alla disponibilita' e capacita' di utilizzo di polvere nera da parte del gruppo, il ruolo di vicario del capo della Baccaro che si arrabbio' moltissimo con il nipote per il gesto perche' aveva attirato i carabinieri a Corigliano ed anche a casa sua. La donna gli ordino' di non fare piu' bravate del genere e di non passare piu' ne da lei ne' dal chiosco in piazza, dando prova della sua autorita' senza la necessita' che dovesse intervenire Costa dal carcere.

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