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Fisco: Confsal-Unsa, serve defiscalizzazione in pubblico impiego

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Roma, 11 mag. - (Adnkronos/Labitalia) - "Siamo in pieno periodo di dichiarazioni dei redditi e proprio in questi giorni le famiglie italiane si trovano a fare calcoli e bilanci, con qualche spiacevole sorpresa, a volte anche rispetto alle detrazioni fiscali per le quali si rischia di perdere i benefici, magari solo a causa di qualche lavoretto saltuario che era servito a integrare il reddito". A dirlo, a 'Italia Oggi', Massimo Battaglia, segretario generale della Confsal-Unsa.

"Oggi -spiega- anche l'impiegato pubblico appartiene a una fascia sociale che va considerata debole, specie se a lavorare e' solo uno dei componenti famigliari, tanto piu' se ci sono uno o piu' figli a carico. Occorre rivedere la normativa sugli sgravi fiscali per famigliari a carico per sostenere i nuclei familiari con reddito medio e medio-basso".

La Confsal-Unsa propone una defiscalizzazione nel pubblico impiego, cosi' da rendere piu' pesanti le buste paga dei pubblici dipendenti, senza apportare nuovi costi allo Stato, ma, a causa della doppia figura di datore di lavoro ed esattore, che lo Stato ricopre contemporaneamente nei confronti del pubblico impiegato, si riscontrerebbe una riduzione delle entrate che dovrebbe essere compensata dalla lotta all'evasione e all'elusione fiscale.

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