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Roma: la psicologa, psicosi terremoto? Paure come nel medioevo

Cronaca

Roma, 11 mag. - (Adnkronos) - La 'psicosi' generata dalle voci sulla previsione, priva di qualunque base scientifica, di un terremoto l'11 maggio a Roma, "ci fa tornare al Medioevo", ironizza la psicologa Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dell'eta' evolutiva alla Sapienza di Roma. La paura di un terremoto, che ha spinto molti a disertare scuole e uffici, "e' dovuta a un mix di fattori, tra cui la mancanza di mentalita' scientifica, la paura strisciante e l'aver assistito alle tragedie del Giappone e dell'Aquila", spiega all'ADNKRONOS la psicologa.

"Spesso paure incoffessate prendono forma in questo modo, trasformandosi in paure collettive - prosegue - Quando le voci iniziano a circolare e tante persone le condividono la gente finisce per crederci e non e' la prima volta che accade. Nell'immaginario delle persone c'e' un'attesa in questo senso, anche dovuta ai film - aggiunge - C'e' un desiderio di credere: le persone sono disponibili a credere a cose eccezionali, come le profezie, e questo fenomeno aumenta quanto piu' ridotta e' la mentalita' scientifica".

"Ci sono stati altri casi eclatanti, tra i piu' famosi quelli della voce diffusa nel 1938 da Orson Welles - ricorda Ferraris - che alla radio annuncio' l'invasione dei marziani: tra la gente si diffuse il panico, in molti si misero in macchina per partire, ci furono anche degli incidenti". Ma oggi, rispetto al passato, aggiunge la psicologa, "questo fenomeno assume dimensioni maggiori, perche' il fatto che la comunicazione sia interplanetaria fa si' che le voci si diffondano rapidissimamente".

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