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'Ndrangheta: medici indagati per richieste scarcerazioni boss per motivi salute (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Le indagini dei carabinieri, che hanno notificato sette avvisi di garanzia e stanno eseguendo perquisizioni nelle abitazioni e negli studi dei medici indagati per aver favorito le cosche di 'ndrangheta, hanno consentito l'acquisizione di elementi di prova relativo al ''sistematico ricorso, da parte di diversi appartenenti alla 'ndrangheta, alla simulazione - favorita dalla corruzione di medici compiacenti - di patologie inesistenti (prevalentemente di tipo psichiatrico) allo scopo di beneficiare, per motivi di salute, di scarcerazioni o - in altri casi - di ricoveri, in regime di arresti domiciliari, presso le cliniche oggetto delle indagini, ove potevano godere di una serie di illecite agevolazioni''.

In particolare e' emerso, secondo la Dda, un legame tra la famiglia Pelle di San Luca (Reggio Calabria) e di due professionisti del cosentino, cioe' il direttore sanitario di un presidio ospedaliero in provincia di Cosenza e il direttore sanitario (che e' anche proprietario per quote) di una delle case di cura in cui stanno eseguendo le perquisizioni.

In occasione delle elezioni regionali dello scorso anno, secondo quanto gia' emerso in una precedente inchiesta della Dda di Reggio Calabria, uno dei medici indagati avrebbe compilato in favore di Giuseppe Pelle certificazioni sanitarie che attestavano falsamente condizioni di salute incompatibili con la detenzione carceraria. Insieme a un altro medico, inoltre, avrebbe chiesto l'intervento della famiglia Pelle per dirimere alcune problematiche legate alle candidature all'interno del partito politico in cui uno dei medici stessi era candidato.

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