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Caso Ruby: Mora, da premier solo un prestito non temo il carcere

Cronaca

Milano, 12 mag. (Adnkronos) - ''Non ho paura di finire in carcere. Terro' duro fino alla fine ma dimostrero' che non ho fatto nulla e spero che, come in Vallettopoli, io venga prosciolto''. A parlare e' Lele Mora, l'ex manager coinvolto nell'inchiesta sul caso Ruby, che vede tra i protagonisti anche il premier Silvio Berlusconi. Un'indagine della procura di Milano che vede anche un passaggio di denaro da parte del presidente del Consiglio a Lele Mora.

''I soldi di Berlusconi li ho usati per pagare le prime necessita''', spiega riferendosi alle difficolta' economiche in cui versava la sua societa'. ''Nulla - aggiunge - finisce nelle tasche di Fede. Fede mi ha fatto degli anticipi personali, ecco perche' ho girato soldi del premier a Fede. A Fede e' stato restituito quello che mi aveva anticipato''.

Mora sottolinea che e' legato a Berlusconi da ''affetto, amicizia e grande stima. Non ho mai portato donne per prostituzione ad Arcore''. L'ex manager dovra' andare in tribunale il 27 giugno prossimo quando ci sara' l'udienza preliminare per decidere sul suo rinvio a giudizio. Un rinvio a giudizio che definisce ''di estrema velocita'. C'e' qualcuno che vuole fare delle cose contro il premier, ma io sono certo di non avere colpe. Non faremo l'abbreviato, non abbiamo fatto niente di tutto quello che hanno detto''. E conclude: ''a casa mia l'unica polvere e' quella dei mobili. Le mie artiste vengono scambiate per escort. A casa mia e' passato il mondo, invece ora vengo indicato come un magnaccia''.

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