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Acqua: nasce il comitato per il 'no' al referendum

Economia

Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - Impedire che i cittadini siano privati di un essenziale processo di riforma e ammodernamento della gestione idrica. Questo l'obiettivo principale con cui si e' presentato, questa mattina a Roma, nella sala del Consiglio della Camera di commercio, il 'Comitato per il no ai referendum sui servizi pubblici locali e tariffa sull'acqua', dalla cui composizione interna emerge uno spirito bipartisan.

L'acqua e' un bene pubblico inalienabile e la sua gestione diviene un tema strategico e vitale per il futuro del Paese. Per questo, spiega il comitato, "il processo di industrializzazione delle reti idriche non puo' essere fermato. In Italia nei prossimi anni occorrono 100 miliardi di euro per modernizzare il Paese nei settori coinvolti dall'abrogazione dell'art. 23 bis (acqua, rifiuti e trasporti), risorse che tra l'altro lo Stato non ha. Bloccare questo processo imporra' solo l'aumento delle tasse ai cittadini, con maggiore incidenza proprio sulle fasce piu' deboli della societa', senza migliorare la qualita' delle risorse e del servizio".

La rete italiana perde fino al 60% delle risorse idriche e per ammodernarla, sottolinea il comitato per il 'no', "occorre favorire l'ingresso di soggetti privati di adeguate dimensioni finanziarie e manageriali. Con la vittoria dei 'Si' la gestione sara' affidata nuovamente nelle mani delle caste della politica municipale. Si gioca, dunque, una partita decisiva per il futuro dell'Italia. Il Comitato si oppone alle forze conservatrici del Paese, sostiene la libera concorrenza in un mercato regolato e la nascita tra i cittadini di una seria cultura dell'acqua". (segue)

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