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Wojtyla: fratello Emanuela Orlandi, sequestro fu prosecuzione attentato a Papa (3)

Cronaca

(Adnkronos) - In quei giorni di inizio estate 1983, l'Italia sperava di essersi lasciata alle spalle il terrorismo, viveva forti tensioni sociali legate alla disdetta della scala mobile da parte della Confindustria e si preparava alla nuova fase politica (le elezioni che avrebbero portato Bettino Craxi a Palazzo Chigi si svolsero 4 giorni dopo il rapimento).

Il visetto pulito della "ragazza con la fascetta", apparso sui manifesti che invasero la capitale, in breve divento' familiare a tutti gli italiani. Eccola, l'icona di quella transizione: la ragazzina che suonava il flauto traverso e sognava di diventare musicista. Ed e' proprio questa una della cifre di lettura del sequestro Orlandi: la capacita' di convogliare attorno a un evento di cronaca una contrapposizione e un intreccio tra poteri senza uguali, nell'ultimo scorcio di Guerra fredda.

In pieno centro, a Roma, in uno dei posti piu' sorvegliati davanti al Senato della Repubblica, qualcuno si porto' via la figlia di Ercole, il commesso della Prefettura pontificia. Nei primissimi giorni, il nome di Emanuela fini' su pochi trafiletti nei giornali cittadini, come uno dei frequenti casi di persone scomparse. Poi, all'indomani dell'inaspettato appello del 3 luglio di Giovanni Paolo II, si comprese che era un'altra storia. (segue)

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