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Wojtyla: fratello Emanuela Orlandi, sequestro fu prosecuzione attentato a Papa (4)

Cronaca

(Adnkronos) - Comincio' il balletto delle telefonate in casa Orlandi per chiedere, in cambio della restituzione della ragazza, la liberazione di Ali' Agca, l'attentatore del Pontefice. In un crescendo di rivendicazioni, depistaggi e messinscene, il dramma di una famiglia scoloro' in un palcoscenico sempre piu' inquietante, grandioso, inafferrabile. Da 'crime story', il giallo Orlandi si tramuto' in 'spy story'. E, presto, in una macchinazione planetaria.

Pietro, in questi 28 anni non ha mai perso la speranza di riabbracciare sua sorella. Di riportarla a casa da sua madre Maria e dalle tre sorelle. Il fratello di Emanuela parte da una premessa confortata da dichiarazioni ufficiali: il sequestro fu orchestrato e gestito 'in continuita'' con l'attentato di piazza San Pietro. Fu papa Wojtyla, in una visita in casa Orlandi alla vigilia del Natale 1983, a confidare loro che si trattava di "una vicenda legata al terrorismo internazionale".

Dal groviglio di soggetti coinvolti -terrorismo turco, governi e servizi segreti dell'Est, Cia, intelligence italiana, Vaticano, potentati finanziari, banda della Magliana- Pietro ha afferrato i pochi fili a disposizione e li tiene ben stretti. Non vuole farsele sfuggire, le prove acquisite. E, sulle base di queste, sollecita la magistratura italiana a proseguire nelle indagini, per risolvere un mistero rimasto troppo a lungo irrisolto.

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