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Caso Orlandi: il fratello, dopo segnalazione 2009 mi chiesero dna ma poi niente

Cronaca

Roma, 12 mag. - (Adnkronos) - ''Nel 2009 andai a San Lorenzo in Lucina dai carabinieri, mi ricordo che ci fu anche una scossa di terremoto. Da pochi giorni c'era stato il sisma a L'Aquila. Raccontai dell'ultima segnalazione che avevo ricevuto, secondo cui Emanuela era tra stata vista in una localita' tra il Marocco e l'Algeria. Ne parlai con gli investigatori e la cosa fu presa molto seriamente. Mi dissero che dopo qualche giorno mi avrebbero mandato a casa il medico legale per un prelievo di dna, ma poi niente. Credo che il no arrivo' dalla procura''. A raccontarlo all'ADNKRONOS e' il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, autore del libro 'Mia sorella Emanuela', uscito oggi in libreria, scritto con il giornalista del 'Corriere della Sera' Fabrizio Peronaci.

''Fu una signora italiana sposata con un turco che aveva vissuto in Germania dove gestiva un ristorante a fare la segnalazione - spiega - Il marito aveva avuto come clienti nel suo locale Ali' Agca e Celik. Moglie e marito andarono a vivere in Turchia e questa donna mi disse che li' si parlava molto del caso Orlandi e del fatto che fosse una questione turca. La donna convinse il marito ad andare a parlare con Celik e lui lo porto' in una localita' tra l'Algeria e il Marocco dove vide questa ragazza. Si convinse che si trattava di Emanuela''.

''Speravo che gli investigatori andassero in Turchia - conclude - Ho aspettato tanto, ma poi chi si occupava delle indagini mi disse che quella persona non era attendibile, che ci avevano parlato al telefono. A carico della moglie pendevano alcune truffe e quindi anche lei fu considerata inattendibile. Forse sarebbe stato possibile fare un minimo di accertamento in piu', invece''.

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