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Incubi dell'infanzia firmati J.J. Abrams, 'Super8' si candida a film evento

Spettacolo

Cannes, 13 mag. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Gli incubi dell'infanzia stanno per diventare reali, almeno sullo schermo. Il merito è dell'ipercreativo regista J.J. Abrams, il creatore di Lost e Fringe, che ha dedicato idealmente a Steven Spielberg, il suo 'Super8', a breve nelle sale americane (l'8 giugno), in Italia il 30 settembre, infarcendolo di citazioni (da ''Incontri ravvicinati del terzo tipo'' a ''E.T'', ma anche ''Stand by Me'', tratto dal bel racconto di Stephen King), incursioni nel fantastico e riferimenti autobiografici (lo spunto del "Super8").

La storia ancora piuttosto misteriosa, 20 minuti di assaggio a Cannes, evento parallelo al festival, confermano le premesse: rimarrete incollati alle poltrone col fiato sospeso. Siamo nel 1979 e Joe, orfano di madre, ha 5 amici tra cui il grassottello Charlie, ossessionato dal cinema e la bella Alice (Elle Fanning). Tutti insieme decidono di girare un filmino in super 8. Mentre stanno recitando una delle scene clou, a pochi passi da loro un treno deraglia e si capovolge: il sospetto che non sia stato un incidente diventa presto reale. Dietro quella porta, dentro quel vagone ancora intatto, si cela qualcosa di molto inquietante. In pochi istanti lo sconcerto diventa terrore, i ragazzini si danno alla fuga, intanto da un'altra parte della città succede l'impensabile.

Del resto una specialità del talentuoso newyorchese è mettere pubblico e personaggi in situazioni estreme, intrappolandoli in sottostorie complesse, apparentemente senza via di scampo. "Il fulcro del mio lavoro - dice - è prendere il meglio di quello che voglio raccontare e farmi molte domande". A cui nessuno sa rispondere: ''Lost docet''.

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