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Soccorso barcone con 500 a bordo. Maroni: arriveranno altri profughi

Cronaca

Agrigento, 13 mag. (Adnkronos/Ign) - Sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa. Centinaia di migranti hanno raggiunto l'isola mentre alcune imbarcazioni in difficoltà venivano soccorse in mare dai mezzi della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera.

Un mezzo, il primo di sei barconi avvistati ieri sera nel Canale di Sicilia, è sbarcato poco dopo le sette di questa mattina al porto di Lampedusa. Sull'imbarcazione c'erano 166 profughi, tra cui nove donne e quattro bambini ancora piccoli. Poco prima di mezzogiorno è approdato al porto commerciale di Lampedusa il secondo barcone scortato da una motovedetta della Guardia di finanza. Trasportava 265 i profughi. Tra loro 16 donne e 3 bambini. E anche alcuni immigrati tunisini. Alla domanda sul perché siano arrivati insieme ai profughi, spiegano "siamo partiti dalla Libia insieme agli altri perché dalla Tunisia è più difficile partire".

A pochi minuti di distanza, un'altra imbarcazione è arrivata con a bordo un centinaio di migranti provenienti da Paesi subsahariani.

Un barcone alla deriva con circa 500 persone a bordo è stato invece soccorso a circa 20 miglia al largo di Lampedusa attraverso una vera e propria 'staffetta' di motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. L'imbarcazione imbarcava acqua e aveva il timone rotto. Così i 493 migranti sono stati trasbordati su 6 motovedette. Questi i numeri dei profughi in ordine di arrivo: 80, 100, 110, 120, 51 e 32.

E ancora. Un altro barcone con a bordo 162 immigrati che stava affondando a circa 25 miglia da Lampedusa, è stato soccorso dagli uomini della Capitaneria di porto che hanno salvato i migranti trasbordandoli sulla loro motovedetta. Quattordici immigrati tunisini sono sbarcati invece sull'isola di Linosa.

"A Lampedusa continuano ad arrivare profughi dalla Libia. Mentre con la Tunisia funziona l'accordo di rimpatrio, in Libia c'è la guerra e finché dura la guerra arriveranno i profughi", sottolinea il ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Questo è il problema - rimarca il titolare del Viminale - e per questo abbiamo sollecitato e risollecitiamo un'azione forte della diplomazia che ponga fine alla guerra in Libia. Altrimenti - avverte Maroni - non c'è modo di fermare questi sbarchi". Per Maroni, "l'Europa non sta facendo quello che si è impegnata a fare. Un mese fa - conclude il ministro dell'Interno - aveva deciso di prendere alcune iniziative, che dopo un mese non sono state ancora prese''.

Secondo Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas, ''il fenomeno di arrivi di migranti in corso in questi giorni, non è una cosa passeggera se per questa s'intende una durata di qualche settimana. E' un movimento che durerà più a lungo e non si arresterà con la fine del conflitto in Libia, siamo infatti di fronte a un riassetto di tutta l'area del Mediterraneo e a una ridefinizione del fenomeno migratorio''. "Serve ormai una cabina di regia centrale per gestire i nuovi flussi di immigrati'', dice all'Adnkronos.

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