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Cannes, applausi per il Papa di Moretti.

Spettacolo

Cannes, 13 mag. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Chi si aspettava una polemica da Moretti sarà rimasto deluso. A Cannes l'Habemus Nanni è andato in scena con sorprendente morigeratezza, a fare da pendant all'accoglienza in sala del film alla prima per la stampa: Habemus Papam ha ricevuto applausi brevi, ma intensi. Tante invece le risate che hanno accompagnato la proiezione della pellicola, soprattutto per le sequenze in Vaticano "che non ha mai ostacolato - ricorda Moretti - la lavorazione".

D'altra parte il ritratto che Nanni ha dato della Santa Sede difficilmente avrebbe potuto irritare gli alti prelati: "E' un Vaticano più sobrio - dichiara in conferenza stampa il primo dei registi italiani in Concorso (This Must Be the Place di Sorrentino passerà il 20, Ndr) rispetto a quello che si vede generalmente al cinema e in Tv". Ma è quello reale? "Non lo so, ma è il mio Vaticano e il mio Papa. Qui non ci sono intrighi, complotti, pacchetti di voto che si spostano da un continente a un altro". E ancora: "Qualcuno mi ha rimproverato perché non ho fatto un film di denuncia, toccando ad esempio temi scottanti quali quello della pedofilia e della finanza. Ma perché avrei dovuto raccontare qualcosa che si sapeva già?".

Inoltre, aggiunge Moretti, "la Chiesa ha già fatto mea culpa dicendo di provare grande vergogna per tutto quello che è successo". "A differenza di Bunuel - continua Moretti - non posso dire di essere 'Ateo grazie a Dio'. La cosa mi dispiace, ma contrariamente agli atei che in realtà dentro sono rimasti profondamente cattolici, non provo nessun tipo di astio nei confronti della religione". Una parte della Chiesa invece in Italia lo ha attaccato, invitando il pubblico a boicottare il suo film: "Gli integralisti sono ovunque, e questi poi erano piuttosto isolati: non rispecchiavano la sensibilità del mondo cattolico". E sull'influenza che questa rivendica ancora nella vita politica italiana, Nanni sembra prendersela più con quei partiti "che vivono con agitazione ogni presa di posizione della Chiesa".

Alla fine si scioglie pure, lasciandosi andare a un elogio accorato in favore di Michel Piccoli, il "suo" Papa: "Sapevo che era molto bravo, ma in scena è stato più bravo di quanto immaginassi. Ha una straordinaria capacità di entrare subito in sintonia con gli attori. E quando l'ho rivisto al montaggio, ho capito la ricchezza di ogni suo silenzio, sguardo, espressione. Senza di lui questo film sarebbe stato certamente più misero". E il grande attore francese, dalla sua, ricambia: "Finire la mia carriera con Nanni Moretti sarebbe perfetto".

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