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Frattini: "Gheddafi probabilmente ferito". Ma Tripoli smentisce: "Non è stato colpito"

Esteri

Tripoli, 13 mag. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Secondo il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, il colonnello Gheddafi potrebbe essere rimasto ferito nei raid della Nato e avrebbe lasciato Tripoli. "Noi non abbiamo nessun elemento preciso sull'attuale sorte di Gheddafi. Tendo ad accreditare come credibile la frase del vescovo di Tripoli monsignor Martinelli, che in queste ultime settimane e' stato in contatto stretto, quando lui ci ha detto che Gheddafi e' molto fuori da Tripoli e probabilmente anche ferito. Non sappiamo pero' ne' dove ne' come" ha detto il titolare della Farnesina.

Immediata però arriva la smentita del portavoce del governo libico Ibrahim Moussa, citato dall'emittente 'al-Arabiya', secondo cui il colonnello libico "non e' stato colpito"

Il regime libico denuncia una nuova strage di civili sottolo i raid occidentali. Un responsabile della compagnia petrolifera libica attraverso la tv di Stato 'al-Jamahiriya', che trasmette da Tripoli, parla di 16 morti e 30 feriti a causa di un bombardamento della Nato compiuto contro una zona residenziale di Brega. Secondo questa fonte, il bilancio potrebbe aumentare perche' ci sarebbero ancora altre persone sotto le macerie. Nella palazzina colpita abitavano lavoratori della compagnia petrolifera libica. La tv di Stato ha mostrato le immagini della palazzina distrutta e di almeno 6 cadaveri distesi in terra.

La Nato finora non ha confermato la notizia. Secondo fonte vicine ai ribelli invece, i caccia internazionali avrebbero attaccato un convoglio di mezzi blindati delle brigate di Gheddafi fuori Brega, in Cirenaica. Secondo quanto riporta il sito libico 'al-Manara', il convoglio stava tentando di avanzare verso Ajdabiya, dove si sono ritirati nei giorni scorsi i rivoltosi, ma e' stato fermato dall'attacco dei caccia dell'Alleanza Atlantica.

Sul versante politico intanto, in Italia la Lega continua a non vedere bene l'intervento militare della Nato in Libia. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, commentando la nuova ondata di sbarchi a Lampedusa, ha detto che "finchè dura la guerra arriveranno i profughi. Questo e' il problema - ha sottolineato il titolare del Viminale- e per questo abbiamo sollecitato e risollecitiamo un'azione forte della diplomazia che ponga fine alla guerra in Libia. Altrimenti non c'e' modo di fermare questi sbarchi".

Il ministro degli Esteri Franco Frattini però ribadisce che l'obiettivo è la fine del regime del colonnello Gheddafi e avverte: "Qualsiasi cessate il fuoco non puo' essere finalizzato a dividere la Libia in due'', altrimenti, ha spiegato il titolare della Farnesina, il rais potrebbe ''rafforzare il suo pezzo di territorio''. In merito ai tempi relativi alla fine dei combattimenti, il capo della diplomazia italiana ha detto: ''Credo che non manchi molto: la rassicurazione che tutti noi vogliamo e' che si possa arrivare in tempi ragionevoli ad un governo provvisorio di unita' nazionale''. Quanto alla sorte di Gheddafi, secondo Frattini il colonnello e' in fuga da Tripoli, ma si troverebbe sempre in Libia. Per il ministro ora è importante arrivare "alll'incriminazione del leader libico alla Corte penale internazionale".

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