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Immigrati: lacrime e polemiche a funerali profughi morti a Lampedusa/Adnkronos (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Ci sono le parole di sconforto pronunciate dal parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi che si mescolano a quelle polemiche espresse dal primo cittadino. E le lacrime dei lampedusani. Lacrime per tre giovani di cui nessuno mai conoscera' il nome. ''Questi ragazzi nel momento della loro morte non hanno avuto le loro mamme a tenerli tra le loro braccia, come fece Maria con Gesu' - dice don Stefano - ecco perche' li affido alla Madonna''.

Non sono mancate poi le frecciate alle istituzioni. Don Stefano dice a gran voce: ''E' arrivata l'ora di passare dall'ipocrisia delle tante parole di chi e' alla guida di un paese o dell'Europa a una verita' piu' umana - dice - Questi morti ci interrogano. Sono fratelli che potevano dare un contributo al futuro del mondo. Agli occhi di Dio abbiamo tutti lo stesso nome, fratelli che ora hanno bisogno di sentire il nostro affetto. Dobbiamo essere umani piu' che cristiani''.

Parlando ancora dei giovani profughi, don Stefano, collaborato da altri due preti nella funzione religiosa, dice ancora: ''Queste tre vite indirettamente ci chiedono se non si poteva evitare la loro morte''. E ha voluto ringraziare ''tutti coloro che sono intervenuti e che intervengono quotidianamente per aiutare tanti profughi che scappano dal loro paese per un futuro migliore''. Per il prete di Lampedusa, che proprio oggi ha chiesto ai politici nazionali di ''trascorrere le vacanze a Lampedusa'', i tre morti sono ''la sintesi dei fallimenti dei tanti no''. E li ha paragonati a ''tre crocifissi viventi che in acqua hanno invocato il nostro aiuto senza riceverlo''. (segue)

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