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Libia, Gheddafi sfida la Nato: "Mi trovo in un posto in cui non potete raggiungermi"

Esteri

Tripoli, 13 mag. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Al termine di una giornata di annunci e smentite sulle sorti di Gheddafi, il colonnello libico è tornato direttamente a farsi sentire con un breve messaggio trasmesso alla tv di stato. "Sono in un posto in cui non mi potete raggiungere". ha detto Gheddafi.

Poco prima il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, aveva annunciato che il leader libico potrebbe essere rimasto ferito nei raid della Nato e avrebbe lasciato Tripoli. "Noi non abbiamo nessun elemento preciso sull'attuale sorte di Gheddafi. Tendo ad accreditare come credibile la frase del vescovo di Tripoli monsignor Martinelli, che in queste ultime settimane e' stato in contatto stretto, quando lui ci ha detto che Gheddafi e' molto fuori da Tripoli e probabilmente anche ferito. Non sappiamo pero' ne' dove ne' come" ha detto il titolare della Farnesina.

Immediata però è arriva la smentita del portavoce del governo libico Ibrahim Moussa, citato dall'emittente 'al-Arabiya', secondo cui il colonnello libico "non e' stato colpito". "Questo genere di notizie hanno l'unico scopo di abbattere il morale del popolo libico", ha affermato Moussa.

A smentire Frattini poi è stato lo stesso vicario apostolico a Tripoli, Martinelli : "Non ho mai affermato che Gheddafi sia stato ferito in una forma grave o che sia morto, assolutamente - ha detto il vescovo -. D'altro canto devo sottolineare che proprio ieri sera l'abbiamo visto in televisione ed era in piena forma'', ''credo che Gheddafi sia a Tripoli, non ho elementi per affermare che sia andato all'estero, e credo che sia in buona salute''. ''Davanti a un giornalista che mi chiedeva se era ferito o meno - ha spiegato Martinelli - ho semplicemente risposto che, facilmente dopo l'esperienza difficile del figlio che e' morto, avra' subito dei turbamenti''.

Intanto il procuratore generale della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, annuncia di voler spiccare lunedi' prossimo tre mandati di cattura nei confronti di alti rappresentanti del governo libico con l'accusa di omicidio e persecuzione, crimini commessi dopo il 15 febbraio, quando il governo di Tripoli ha avviato la repressione nei confronti delle forze di opposizione. Moreno-Ocampo non ha fatto i nomi, ma si ritiene che tra questi vi sara' quello del colonnello Muhammar Gheddafi.

Nel frattempo continuano gli scontri in Libia e il regime denuncia una nuova strage di civili sottolo i raid occidentali. Un responsabile della compagnia petrolifera libica attraverso la tv di Stato 'al-Jamahiriya', che trasmette da Tripoli, parla di 16 morti e 30 feriti a causa di un bombardamento della Nato compiuto contro una zona residenziale di Brega. Secondo questa fonte, il bilancio potrebbe aumentare perche' ci sarebbero ancora altre persone sotto le macerie. Nella palazzina colpita abitavano lavoratori della compagnia petrolifera libica. La tv di Stato ha mostrato le immagini della palazzina distrutta e di almeno 6 cadaveri distesi in terra. La Nato finora non ha confermato la notizia.

Sul versante politico, in Italia la Lega continua a non vedere bene l'intervento militare della Nato in Libia. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni, commentando la nuova ondata di sbarchi a Lampedusa, ha detto che "finchè dura la guerra arriveranno i profughi. Questo e' il problema - ha sottolineato il titolare del Viminale- e per questo abbiamo sollecitato e risollecitiamo un'azione forte della diplomazia che ponga fine alla guerra in Libia. Altrimenti non c'e' modo di fermare questi sbarchi".

Il ministro degli Esteri Franco Frattini però ribadisce che l'obiettivo è la fine del regime del colonnello Gheddafi e avverte: "Qualsiasi cessate il fuoco non puo' essere finalizzato a dividere la Libia in due'', altrimenti, ha spiegato il titolare della Farnesina, il rais potrebbe ''rafforzare il suo pezzo di territorio''. In merito ai tempi relativi alla fine dei combattimenti, il capo della diplomazia italiana ha detto: ''Credo che non manchi molto: la rassicurazione che tutti noi vogliamo e' che si possa arrivare in tempi ragionevoli ad un governo provvisorio di unita' nazionale''. Quanto alla sorte di Gheddafi, secondo Frattini il colonnello e' in fuga da Tripoli, ma si troverebbe sempre in Libia. Per il ministro ora è importante arrivare "alll'incriminazione del leader libico alla Corte penale internazionale".

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