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Melania uccisa nel bosco nel teramano

Cronaca

Ascoli Piceno, 14 mag. (Adnkronos) - Melania Rea sarebbe stata uccisa dal suo assassino proprio nel bosco delle Casermette a Ripe Civitella, nel teramano, dove è stato ritrovato il suo cadavere il 20 aprile scorso, due giorni dopo la scomparsa. E' quanto emerge dalle prime indiscrezioni dopo il nuovo esame effettuato dal professor Adriano Tagliabracci sul corpo della giovane mamma originaria di Somma Vesuviana uccisa con oltre trenta coltellate.

La morte della donna inoltre non risalirebbe al 20 aprile, quando è stato trovato il cadavere dopo una segnalazione rimasta anonima, ma presumibilmente al giorno della scomparsa o a quello successivo. Intanto oggi nuovo vertice tra gli investigatori che stanno lavorando all'omicidio che non vede ancora nessun indagato. Un incontro che è servito a fare il punto sulle indagini. Nei prossimi giorni saranno sentite alcune persone vicine alla vittima anche in relazione alle dichiarazioni rilasciate nel corso di alcune interviste.

Gli inquirenti sono in attesa anche dei risultati degli esami sui tabulati telefonici e sulle celle che potrebbero servire a fare chiarezza sulla presenza di Melania a Colle San Marco il 18 aprile scorso e di conseguenza sulla ricostruzione fatta dal marito, Salvatore Parolisi.

Intanto sono stati fissati per lunedì 16 maggio alle 15 nella chiesa di Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, nel napoletano, i funerali di Melania. Per l'occasione l'amministrazione del comune di origine della vittima ha predisposto un particolare servizio d'ordine ma non è previsto il lutto cittadino.

"Come amministrazione - ha detto all'ADNKRONOS il sindaco di Somma Vesuviana Raffaele Allocca - abbiamo espresso solidarietà e vicinanza alla famiglia Rea. Una perdita che ha colpito tutta la comunità perché Melania era una nostra concittadina. Ai funerali tutti si stringeranno intorno a chi ha subito un dolore così grande".

Il nullaosta da parte della Procura alla restituzione della salma alla famiglia è arrivato proprio dopo il completamento del secondo esame autoptico sul corpo di Melania per approfondire alcuni particolari della precedente indagine.

Il marito di Melania, Salvatore Parolisi, ascoltato più volte come persona informata sui fatti e non indagato, ha rotto il silenzio in un'intervista tv andata in onda ieri sera. ''Uno ammette i propri errori. Ma - ha detto Parolisi - non c'entra niente con quello che è successo a Melania. Portarmi chi è stato: questo dovete fare - ha sottolineato - Lo chiedo a tutti i giornalisti, a tutte le persone".

''Io sono una persona distrutta - ha continuato Parolisi - Anziché indagare su quello che uno ha potuto fare, sbagliare o meno. Andassero a beccare chi è stato. Chiedo questo a tutti: darmi una mano, a chi ha visto qualcosa e sentito qualcosa lì a San Marco. Non voglio. Non voglio che si continui a far soffrire la mia famiglia, la sua famiglia, tutte le persone che la conoscono e sentire tutte queste cose su di me''.

Un intervento per chiedere di arrivare presto alla verità. Nel frattempo al pool di tre magistrati che, alla procura della Repubblica di Ascoli Piceno, segue l'omicidio si è aggiunto il pm Cinzia Piccioni. Lavorerà insieme ai colleghi Umberto Monti, Ettore Picardi e Carmine Pirozzoli. La decisione è stata presa dal procuratore capo Michele Renzo che, in una nota, l'ha definita ''un atto formale'' visto che il pm Piccioni già collaborava ufficiosamente all'inchiesta. Un'integrazione al team permetterà a tutti i magistrati della procura di portare avanti, oltre alla mole di lavoro legata all'inchiesta Rea, anche l'attività ordinaria della magistratura ascolana.

Agli elementi sull'inchiesta per l'omicidio di Carmela Melania Rea si aggiunge quello del cellulare di Melania che ha squillato fino alle 19 circa del 18 aprile, giorno in cui la donna sarebbe scomparsa dal pianoro di Colle San Marco di Ascoli Piceno, secondo la versione del marito Salvatore Parolisi, con cui stava trascorrendo qualche ora all'aperto insieme alla loro bambina di 18 mesi.

Dopo le 19, il cellulare di Melania non ha più squillato alle numerose chiamate di chi la stava cercando, la maggior parte della famiglia preoccupatissima, ma ha ripreso a farlo un giorno e mezzo dopo, la mattina del 20 aprile, in quel mercoledì in cui, nel pomeriggio, è stata ritrovata senza vita.

In un primo momento, era stato detto che il cellulare aveva ripreso a squillare la mattina dopo, il martedì, probabilmente per una scarsa copertura della rete, fattore che si presenta nella zona compresa fra Colle San Marco (Ap) e Ripe di Citivella (Te), sui versanti opposti della Montagna dei Fiori, ad una decina di chilometri di distanza. La batteria del cellulare, in quasi due giorni, avrebbe dovuto scaricarsi e, invece, la mattina del mercoledì è di nuovo attiva. L'ipotesi, quindi, è che il cellulare possa essere stato spento dall'assassino, che potrebbe aver tolto la batteria per rimetterla poi il mercoledì mattina.

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