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M.O., il 'Nabka day' finisce nel sangue: scontri e morti ai confini con Israele

Esteri

Gerusalemme, 15 mag. - (Adnkronos/Ign) - Caos e vittime durante il "Nabka day", il giorno della 'catastrofe' in arabo, con riferimento alla data del 1948 della nascita dello Stato di Israele. Scontri tra israeliani e palestinesi si sono verificati sia al confine con la Striscia di Gaza che con la Siria. Polizia contro dimostranti anche a Gerusalemme, dove oggi è in visita il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mentre a Tel Aviv un camion impazzito urta contro una serie di veicoli provocando un morto e diversi feriti.

Il caso più grave sulle Alture del Golan, alla frontiera tra Israele e Siria. Quattro manifestanti siriani sono rimasti uccisi nel villaggio druso di Madj al-Shams, probabilmente da fuoco israeliano, ha riferito il sito 'Ynet', spiegando che i militari israeliani avevano iniziato a sparare in aria per impedire ai manifestanti di superare il confine.

Incidenti anche al confine con la Striscia di Gaza. Qui i militari israeliani hanno aperto il fuoco verso la città di Beit Lahiya, nel nord, ferendo almeno 25 persone che partecipavano al 'Nabka day'. Secondo il capo dei servizi di emergenza di Gaza, Adham Abu Salmeya, gli israeliani hanno dapprima lanciato un fumogeno e quindi tre colpi di artiglieria.

Salmeya ha precisato che tra i feriti ci sono molti bambini, perché una gran folla di persone stava partecipando alla manifestazione. Un portavoce dei militari israeliani a Tel Aviv ha affermato che sono in corso accertamenti sulla vicenda.

A Tel Aviv un camion guidato da un arabo-israeliano ha urtato contro una serie di auto e si è infine scontrato contro un bus. Il bilancio è di un morto e diversi feriti. La polizia ha poi interrogato il conducente del camion che è stato catturato mentre fuggiva subito dopo l'incidente.

Diverse manifestazioni per il "Nabka day", la giornata che i palestinesi ricordano come una "catastrofe" in quanto il15 maggio 1948 circa 800 mila persone furono cacciati dai loro villaggi (oggi i palestinesi che vivono nei campi per rifugiati sono diventati 4,7 milioni). Migliaia hanno partecipato alla marcia di Ramallah sventolando bandiere. Le forze della sicurezza hanno impedito alla folla di raggiungere il checkpoint Qalandia presidiato dai militari israeliani.

A Gaza, per la prima volta in quattro anni, i sostenitori di Fatah e Hamas hanno marciato insieme e i leader di tutte le fazioni hanno pronunciato discorsi.

Manifestazione anche in Libano dove i palestinesi che vivono nei campi sono circa 400 mila. Il corteo, portando bandiere palestinesi e scandendo "vogliamo indietro la nostra terra", ha tentato di avvicinarsi al confine tra Libano e Israele ma l'esercito libanese è intervenuto, sparando in aria per allontanare i manifestanti. Secondo uno degli organizzatori, il deputato Hani Suleiman, oltre 50 mila persone hanno partecipato alle proteste.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è in visita a Gerusalemme per il suo viaggio in Israele e nei Territori dell'Autonomia Palestinese. In serata all'università di Tel Aviv, riceverà il premio Dan David che gli era stato assegnato lo scorso anno, nel corso della sua permanenza in Israele.

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