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Siria: 10mila profughi in Libano, si fugge da repressione 'insostenibile'

Esteri

Beirut, 16 mag. - (Adnkronos/Aki) - Sono circa diecimila i cittadini siriani che hanno lasciato la Siria alla volta del Libano per sfuggire alla repressione dell'esercito, in corso da piu' di un mese in diverse citta', dopo l'esplodere della rivoluzione siriana che chiede la caduta del regime. La maggior parte di loro ha trovato alloggio e ospitalita' a Wadi al Khaled, villaggio nel Libano del nord, al confine con la Siria. ''Siamo qui da circa venti giorni'', racconta Maher, un giovane di 30 anni, ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL.

''Molti di noi avevano la fortuna di avere qui alcuni parenti e quindi di avere un alloggio gratuito, molti altri devono invece farsi carico del costo per affittare una camera'', aggiunge. ''Siamo scappati perche' la situazione in Siria diventa ogni giorno piu' pericolosa e insostenibile e abbiamo paura soprattutto per i nostri figli'', dice Umm Mohammad, una donna di 50 anni circa. ''Abbiamo visto i soldati fare rastrellamenti casa per casa e arrestare gente anche senza nessun ragione - aggiunge - e' per questo che non possiamo piu' vivere nelle nostre case''.

''La gente di Wadi al Khaled si e' dimostrata molto solidale - aggiunge Ahmad, un altro rifugiato - non c'e' nessuna famiglia che vive in tende o accampamenti. Noi siamo stati fortunati ad avere qui alcuni familiari e comunque tutti hanno trovato gente ospitale e generosa'', conclude. L'esercito libanese ha intanto rafforzato il controllo alle frontiere, perche' teme l'entrata di altri profughi, che alla lunga potrebbe produrre destabilizzazione nel 'Paese dei cedri'.

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