Cerca

Camorra, 10 arresti contro prestanomi clan Setola: ordinanze anche per tre poliziotti

Cronaca

Napoli, 16 mag. - (Adnkronos) - Dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere contro persone ritenute prestanome di Giuseppe Setola, capo dell'ala stragista del clan dei Casalesi, sono in corso di esecuzione da parte di un centinaio di agenti della Dia e della Squadra Mobile di Napoli. Sono stati inoltre effettuati sequestri per molti milioni di euro di complessi turistici, sportivi, discoteche a Napoli e a Caserta.

Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere ci sono anche tre poliziotti. A quanto si apprende da fonti investigative, gli agenti sarebbero accusati a vario titolo di aver fatto da prestanome e svolto mansioni in una discoteca di proprietà di Luigi Russo, imprenditore arrestato qualche mese fa perché ritenuto dagli inquirenti fiancheggiatore del clan dei Casalesi.

Dalle indagini svolte da varie forze di polizia giudiziaria, coordinate dalla Dda, è emersa "l'esistenza di rapporti affaristici e di stretta collaborazione - si legge in una nota della Procura di Napoli - tra Luigi Russo, affiliato al clan dei Casalesi, e alcuni appartenenti alla polizia di Stato impegnati nella gestione del suo patrimonio e nella creazione di una rete di protezione". In particolare, "è stato accertato un vero e proprio sistema di intestazioni fittizie alla cui realizzazione hanno partecipato in misura determinante anche appartenenti alle forze dell'ordine, coinvolgendo familiari e adoperandosi al fine di garantire una costante assistenza e protezione a Russo".

I tre poliziotti arrestati dalla Squadra mobile, è spiegato ancora nella nota, erano "stabilmente impegnati non solo nei servizi di sicurezza del locale discoteca 'El Divino' ma anche e soprattutto nella creazione di una rete di protezione del patrimonio e nella ricerca delle persone a cui intestare fittiziamente quote di società e di beni nella sostanziale disponibilità di Russo". In particolare, nella nota si precisa che "nel corso delle indagini è stato accertato che i contatti tra gli appartenenti alla polizia di Stato e i familiari di Luigi Russo sono proseguiti anche dopo il suo arresto per associazione mafiosa, avvenuto il 21 febbraio 2011, spingendosi sino alla totale amministrazione dei suoi beni svolta senza soluzione di continuità e al fine di impedire che la sua assenza potesse determinare pregiudizio al suo patrimonio e alle sue attività economiche".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog