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In duemila per l'ultimo saluto a Melania Rea. Il padre: "Nulla sarà più come prima"

Cronaca

Napoli, 16 mag. (Adnkronos/Ign) - Oltre duemila persone hanno preso parte ai funerali di Melania Rea, uccisa un mese fa nel teramano. In prima fila i familiari di Melania, il papà Gennaro, la madre Vittoria e il fratello Michele. Mancava la figlia, la piccola Vittoria, appena un anno e mezzo che ancora non sa della morte della madre. Seduti nella panca a fianco il vedovo Salvatore Parolisi. Neppure uno sguardo è stato scambianto tra i componenti delle due famiglie. Durante tutto il rito funebre, officiato da don Lino Onofrio, vicario del vescovo di Nola, tra Salvatore e i genitori e il fratello di Melania non c'è stato neppure un cenno con il capo, uno sguardo di comprensione.

Nel tempio c'erano anche i colleghi di Salvatore Parolisi, una delegazione di una decina di militari del 235° Rav Piceno, gli amici, i familiari, la gente comune. Per disciplinare l'afflusso in chiesa i vigili urbani hanno addirittura organizzato percorsi obbligati fin dall'inizio del paese.

Proprio davanti al portone d'ingresso, la corona del '35° Rav' di Ascoli Piceno. E poi quella dell'amministrazione comunale di Folignano e di Somma Vesuviana.

Prima che iniziasse la funzione, Parolisi si è inginocchiato davanti alla bara di mogano chiaro, ha poggiato la testa e si è messo a pregare. Poi è andato a sedersi vicino ai parenti della donna. Sul feretro il sorriso di Melania in una foto, stretta da una cornice d'argento. Poi fiori intorno e una poesia, scritta per lei, incisa su una lastra di pietra.

La bara, issata in spalla da quattro uomini, è stata salutata da un lungo applauso. Uno dei quattro era il fratello di Melania, Michele Rea, gli altri tre un cugino e due amici. Quasi alla fine, sorretto da un parente e barcollante, occhiali scuri in volto è uscito Salvatore Parolisi, singhiozzando.

Quando il rito funebre si è concluso un cugino di Melania ha letto una lettera scritta dal padre, Gennaro Rea, dal pulpito della chiesa di Santa Maria del Pozzo. "Ci hai lasciato in un grande dolore, e in un vuoto indescrivibile. Si cercano risposte a tanti perché. Melania è stata portata via da un destino crudele che l'ha strappata con violenza inaudita ai suoi affetti. Niente sarà più come prima. La speranza è che adesso Melania continuerà a vegliare su di noi, sulla sua figlioletta Vittoria anche dall'alto dei cieli".

Su un cuscino di fiori anche una lettera scritta da una donna del paese, Liliana. "Alzo gli occhi al cielo e vedo troppi angeli: Sara, Yara, Melania - si legge -. Due bambine, una giovane mamma. Senza un perché. Tre angeli che avevano un forte motivo per rimanere su questa terra, crescere per vedere il mondo".

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