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Mafia, pressioni sulla giunta Salemi: maxi-sequestro a ex deputato Giammarinaro

Cronaca

Palermo, 17 mag. - (Adnkronos) - Beni per un valore complessivo di 35 milioni di euro circa sono stati sequestrati nella notte all'ex deputato regionale siciliano Dc Giuseppe Giammarinaro dalla Divisione anticrimine della Questura di Trapani e dalla Guardia di Finanza di Trapani. Nell'ambito dell'operazione nel settore della Sanita' denominata 'Salus Iniqua', sono stati sequestrati societa', beni immobili, tra cui sedi di aziende, filiali, magazzini, appartamenti, e ancora veicoli, natanti, quote sociali, conti correnti e rapporti bancari.

Dal provvedimento di sequestro e' emerso il tentativo di Giammarinaro "di condizionare l'attivita' amministrativa del Comune di Salemi, realizzato attraverso la partecipazione occulta alle fasi decisionali piu' importanti, allo scopo di imporre, dopo l'elezione del Sindaco Vittorio Sgarbi, un'influenza su quella Amministrazione Comunale, avvalendosi della "collaborazione" sia di dipendenti e funzionari del Comune, che di quella di Assessori e Consiglieri della Giunta".

La Dda di Palermo, nel contesto di indagini finalizzate ad individuare la provenienza delle numerose minacce anonime di cui e' rimasto vittima il Sindaco Sgarbi, ha scoperto come le risultanze investigative abbiano delineato un contesto ambientale in cui Giammarinaro "ha inciso in modo significativo su alcune delibere del Comune di Salemi". "E' emerso il costante tentativo da parte dell'ex sorvegliato speciale di PS di condizionare l'attivita' amministrativa del Comune di Salemi, partecipando occultamente alle fasi decisionali piu' importanti, cosi' ponendo in essere ''?un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l'attivita' amministrativa del Comune di Salemi?''.

Dalle intercettazioni e dalle altre indagini svolte e', infatti, emerso che la candidatura di Sgabri alla carica di Sindaco e' stata sostenuta proprio da Giammarinaro, che ha appoggiato il noto critico d'arte durante la campagna elettorale. Una volta insediata la Giunta comunale, Giammarinaro avrebbe addirittura partecipato, senza averne alcun titolo politico o istituzionale, a diverse riunioni della Giunta, allo scopo di indirizzare le decisioni dell'organo amministrativo.

Sul punto l'autorita' giudiziaria ha menzionato le dichiarazioni rese al pubblico ministero da Oliviero Toscani, fotografo di fama internazionale ed ex assessore della Giunta di Salemi, e il contenuto di una serie di telefonate intercettate, "tali da far ritenere agli investigatori del tutto fondata l'ipotesi di un cogente ''condizionamento mafioso'' su una parte dell'attivita' amministrativa del Comune salemitano, allo scopo di conoscere ed influenzare consiglieri ed assessori comunali o direttive sui capitoli di spesa o nella nomina dei suoi funzionari".

Per gli investigatori "e' emblematico, tra tutti, e' un inquietante episodio che rappresenta in modo significativo la capacita' di Giammarinaro di condizionare le scelte dell'amministrazione comunale di Salemi, anche su attivita' di rilevante finalita' sociale, per come e' emerso da alcune conversazioni intercettate, in cui l'ex deputato dava indicazioni per condizionare l'immediata assegnazione (ai sensi dell'allora vigente legge sull'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie) di un terreno agricolo , di circa sessanta ettari, confiscato al noto esponente mafioso e narcotrafficante MICELI Salvatore, in favore di un soggetto da lui prescelto e non all'associazione antimafia "Libera".

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