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Arte: la 'Storia e Materia' di Giorgio Galli alla Galleria 'Margutta 102' di Roma

Cultura

Roma, 17 mag. - (Adnkronos) - Ritratti d'artisti in un interno.La Galleria 102 di Via Margutta , apre i propri spazi con l'obiettivo far conoscere al pubblico le ultime tendenze del contemporaneo ospitando le personali di giovani ma gia' ampiamente affermati artisti. Gli onori di casa spettano, domani pomeriggio, ad un artista, Giorgio Galli, il quale, nonostante la giovane eta' ha gia' travalicato i confini del nostro paese esponendo in musei di tutto il mondo dal Peru' all'Argentina dall'Austria al Marocco, spesso intrecciando il suo percorso artistico con compagni di avventura del calibro di Sebastian Matta, Ugo Attardi, Piero Dorazio ed Agostino Bonalumi. Giorgio Galli nasce a Roma nel 1958. Fin da giovanissimo frequenta l'ambiente artistico romano, conosce Schifano, Angeli, Festa, ma al contrario dei giovani della Scuola di Piazza del Popolo, piu' orientati verso una figurazione pop, riscopre i metodi artistici degli antichi.

Studia cosi' le antiche tecniche dell'affresco e dell'encausto recuperandole alla nostra sensibilita' attuale. L'Arte di Giorgio Galli si sviluppa poi con l'osservazione dei grandi maestri dell'informale italiano ed internazionale, guarda a Ta'pies ma anche all'italiano Giuseppe Uncini, con uno sguardo rivolto al New Dada di Rauschenberg che con i suoi Combine Paintings recupera l' Object Trouve'e nobilitandolo ad opera d'arte. Recupera cosi' oggetti di scarto come vecchie dinamo, fiori appassiti, fili di ferro arrugginiti applicandoli su tavole dal fondo monocromo composte da miscele di gesso, cenere, olio, pastelli e matite su tamburato in cui spiccano croci, frecce, graffiti, zone ricurve come anse, archetipi di un linguaggio arcaico e tribale conosciuto e registrato nei suoi molteplici viaggi nel continente africano.

La storia e' da sempre l'interesse principale di Giorgio Galli, storie di denuncia sociale, una chiamata etica al valore della rappresentazione di una realta' sofferta, una scelta di parte sia nella scelta dei temi che in quella dei colori e delle tecniche in cui dal corpo spesso e morbido della superficie emerge talvolta una luminosita' di fondo, segnali di una speranza e di un rinnovamento dell'animo umano. La scelta di Galli di rinunciare a seguire un trend piu' facile ed accattivante, spesso piu' facilmente mercificabile qual e' quello di un figurativo anche rivisitato, denuncia una forza interiore e una determinazione non comuni.

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