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Criminalita': Cnel, mafia cinese punta su immigrazione, prostituzione e contraffazione

Cronaca

Roma, 18 mag. (Adnkronos) - Immigrazione clandestina, prostituzione, contraffazione commerciale: sono le tre 'attivita'' sulle quali si concentra maggiormente la criminalita' cinese che opera in Italia, con scarsi legami con la Triade della madrepatria, secondo quanto emerge dal rapporto sulla mafia cinese nel nostro Paese, presentato nella sede del Cnel, alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni e del presidente del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro Antonio Marzano.

"I reati commessi dai cittadini cinesi concernono prevalentemente la violazione delle norme sull'immigrazione", si legge nel rapporto, curato dall'osservatorio socioeconomico sulla criminalita' del Cnel. Nel periodo 2004-2010, le persone cinesi denunciate per immigrazione clandestina e per il suo favoreggiamento sono state 28.464 mentre 1.896 hanno dovuto rispondere di sfruttamento della prostituzione, 1.357 di lesioni dolose, 1.069 di contraffazione di marchi commerciali, 920 di furto, 849 di associazione a delinquere, 491 di estorsione, 441 di reati legati alla droga, 34 di rapina, mentre 108 sono stati gli omicidi volontari e 181 i tentati omicidi.

In ogni caso, "anche se caratterizzati da un numero oscuro probabilmente alto - premette il rapporto Cnel - i reati riconducibili ai cittadini cinesi evidenziano valori di gran lunga inferiori, rispetto ad altre collettivita' straniere presenti in Italia". In particolare, gli immigrati irregolari "arrivano in aereo direttamente dal loro paese d'origine, con visto turistico, salvo poi rimanere sul territorio italiano oltre il periodo consentito dal permesso di ingresso". (segue)

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