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Padova: Guardia Finanza scopre banda che clonava carte di credito (3)

Cronaca

(Adnkronos) - Oltre ai 'quadrumviri' della truffa, raggiunti dal provvedimento restrittivo della liberta' personale, sono stati denunciati a piede libero due trevigiani, residenti a San Zenone degli Ezzelini e Silea e complici con ruoli di minor spessore, che coadiuvavano l'illecito consorzio nel perseguire il suo disegno.

I codici e le coordinate di carte autentiche, una volta piratati, seguivano la rotta dell'Est: venivano introdotti in Italia grazie ad un secondo rumeno e da un russo. Nei loro confronti le indagini continueranno. Grazie allo skimmer, recuperato dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria nel pozzetto del giardino condominiale di casa sua a Camponogara, A.M. riusciva poi a imprimere sulla banda magnetica di tessere fedelta' Ikea o di vecchi bancomat scaduti nuove identita' elettroniche e contabili.

Il business della ''strisciata selvaggia'' non era, comunque, l'unico espediente fuorilegge per la componente italiana del quartetto: a dicembre 2010, L.N. e A.M. avevano dato vita alla AN.GI. Sas, con sede a casa di A.M. ad Albignasego e C.M. in qualita' di socio occulto. Scopo della neo-costituita societa' era quello di fornire fatture false a tutte le aziende che avessero voluto abbattere fittiziamente il reddito d'impresa con costi fasulli. Il compenso chiesto dai tre per confezionare tali artifizi documentali, utili ai fini di una frode fiscale poi perpetrata dall'eventuale acquirente, era pari al 20% (in pratica l' Iva) piu' il 10% sul corrispettivo totale di ogni singola fattura.

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