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Mafia: familiari vittime Georgofili, verificare cio' che Brusca dice

Cronaca

Firenze, 18 mag. - (Adnkronos) - Come un disco, ormai da anni Brusca ripete in ogni processo le stesse cose, non si sbaglia mai. Ripete cio' che ha verbalizzato in tempi non sospetti nel 2001 davanti a Gabriele Chelazzi. Non dice tutto Brusca, ne siamo certi, ci sono cose che crede non sia ancora il momento di dire anche per proteggere se stesso dalle stragi, ma quello che dice e' ormai da verificare in pubblico dibattimento''. Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.

''Brusca ha ribadito fra le altre cose che le stragi in continente, la compresa strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, le ha volute Bagarella per continuare la trattativa. E' ormai chiaro - ha aggiunto Maggiani Chelli - quanto i morti di Firenze pesino nella vita democratica del Paese, o si va ad un processo chiarificatore sui mandanti esterni a Cosa Nostra per le stragi del 1993 o la parola democrazia possono anche ingoiarsela chiunque la pronunci in questo Paese''.

''La trasversalita' della politica nel massacro di via dei Georgofili e' fin troppo evidente secondo le parole del collaboratore Giovanni Brusca anche al processo del generale Mori. Ci sono uomini con nomi e cognomi sia a destra che a sinistra che vanno portati in un pubblico dibattimento a rendere conto se hanno solo sbagliato a trattare con la mafia o se invece ne erano collusi. Non abbiamo pregiudizi contro nessuno, la presunzione di innocenza e' la nostra bandiera sempre, ma vogliamo l'accertamento della verita', e questo solo in tribunale puo' finalmente essere reso noto'', ha concluso Maggiani Chelli.

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