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Mafia: procuratore Caltanissetta, ancor lontani da sconfitta Cosa nostra

Cronaca

Palermo, 18 mag. - (Adnkronos) - ''E' una continua lotta fra guardie e ladri che speriamo fra qualche decennio di poterci buttare alle spalle. Una lotta che ci auguriamo di vincere ma ancora siamo lontani. Certamente con questa operazione si chiude una pagina storica della presenza della mafia sul territorio di Gela''. A dirlo e' stato il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, commentando l'operazione 'Tetragona', scattata tra Gela e il Noprd Italia, che all'alba di oggi ha portato in carcere oltre 60 persone accusate a vario titolo di partecipazione ad associazione mafiosa, associazione finalizzata al commercio di sostanze stupefacenti, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, incendi, detenzione e porto di armi.

Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, c'e' anche un dipendente 'infedele' del Comune di Gela, Angelo Camiolo, ritenuto uomo di fiducia del clan Emmanuello e vicinissimo all'ex reggente Crocifisso Smorta, attuale collaboratore di giustizia. L'uomo aveva il compito di informare il clan sugli appalti pubblici piu' lucrosi banditi dall'amministrazione e di riscuotere le rate estorsive dagli imprenditori che effettuavano i lavori pubblici per conto del Comune. Delle ordinanze di custodia cautelare 27 sono state eseguite nei confronti di soggetti in liberta' e 36 nei confronti di soggetti detenuti, per 14 dei quali era prossima la scarcerazione.

Le indagini, durate tre anni sono riuscite a mettere a fuoco la complessa e variegata realta' della famiglia mafiosa gelese e le sue ramificazioni in Lombardia e Liguria (piu' precisamente nel Varesotto e a Genova), riconducibile alle due famiglie, da sempre antagoniste, dei Rinzivillo e degli Emmanuello, entrambi facenti capo al boss Piddu Madonia, catturato nel 1992 in provincia di Vicenza ed attualmente detenuto.

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