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Bolzano: diossina nelle anguille del Lago di Garda, divieto consumo per 12 mesi

Cronaca

Bolzano, 18 mag. - (Adnkronos) - Polemiche a Riva del Garda, nel Trentino, dopo che, con una ordinanza il Ministero alla Salute ha vietato per 12 mesi la vendita di anguille pescate nel lago di Garda, perche' contaminate da diossina. Il titolo dell'ordinanza lascia poco spazio all'immaginazione: ''Misure urgenti per la gestione del rischio per la salute umana connesso al consumo di anquille contaminate provenienti dal lago di Garda''.

Il divieto assoluto di commercializzazione delle anguille - al dettaglio, all'ingrosso, nei ristoranti, in qualsiasi modo - conferisce alle regioni Veneto e Lombardia e alla Provincia Autonoma di Trento l'incarico di controllare che il divieto sia osservato. Il sottosegretario Martini, firmataria dell'ordinanza, precisa che di tutti i pesci esaminati (102 campioni di anguilla, persico, luccio, tinca e coregone, prelevati in 10 punti del Garda a coprirne l'intera superficie) solo le anguille, appunto, sono risultate inquinate. E che non ci sono rischi di sorta per la balneazione. Ed aggiunge che campionatura ed analisi sono state compiute con la massima attenzione e scientificita'.

I laboratori dell'Istituto sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna e quelli dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno esaminato i campioni di pesce del Garda; il Centro di referenza nazionale dell'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e Molise ha effettuato la valutazione del rischio per la salute umana. E la conclusione e' che nelle anguille c'e' diossina e in quantita' tale da non poter essere considerata irrilevante. Mentre appunto, nessuna traccia se ne trova nelle altre specie. Nessuna ipotesi ufficiale sulle cause.

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