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India: Karmapa Lama, non sono una spia di Pechino

Esteri

Dharamsala, 18 mag. (Adnkronos) - Il Karmapa Lama "non e' una spia di Pechino", le accuse in questo senso "non hanno fondamento" e la sua fuga dal Tibet va collegata "alla mancanza di liberta' religiosa nella regione imposta da Pechino". Lo afferma nella sua lunga autodifesa pubblicata da 'Asianews' Trinley Thaye Dorje, il 17mo Karmapa Lama e numero 3 del del buddismo tibetano dopo il Dalai Lama e il Panchen Lama, al termine dell'inchiesta che ha visto protagonista questo monaco di 27 anni, fuggito in India nel 1999.

Alla fine di gennaio le autorita' indiane erano entrate nel monastero di Gyuto, residenza ufficiale del lama, e avevano sequestrato valuta indiana e straniera per circa 560mila euro.

Il denaro era nascosto in sei valige nella stanza di Shakti Lama, che e' il braccio destro del 17esimo Karmapa, noto come il 'Lama dal Cappello Nero', ricostruisce l'agenzia del Pime, e visto come uno dei probabili candidati alla guida dei tibetani dopo la morte del Dalai Lama. Questo raid aveva fatto nascere delle enormi speculazioni sul suo ruolo e alcune persone lo avevano accusato di lavorare per la Cina.

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