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'Ndrangheta: confisca da 47 mln, imprenditore infiltrato in lavori pubblici

Cronaca

Reggio Calabria, 19 mag. (Adnkronos) - Sono tutti riconducibili all'imprenditore Salvatore Domenico Tassone (63 anni) i beni confiscati dalla Dia di Reggio Calabria. Il patrimonio di 47 milioni di euro sarebbe stato acquisito illecitamente grazie all'influenza delle cosche di Polistena negli appalti pubblici, tra cui i lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria.

Tassone e' stato condannato in primo grado a otto anni e otto mesi di reclusione nel processo 'Arca', la cui sentenza e' stata emessa nel luglio 2009. Gia' all'epoca dell'operazione, due anni prima, erano state sequestrate le aziende con le quali si sarebbe imposto sugli appalti, grazie ai suoi legami con la cosca che fa capo alla famiglia Longo di Polistena e ad altre famiglie di 'ndrangheta, e altri beni.

Successivamente gli investigatori della Dia hanno eseguito ulteriori accertamenti, scoprendo altri beni riconducibili all'imprenditore. Tassone subi' un agguato nel 1994. Mentre viaggiava in auto con il figlio, venne fatto oggetto di una scarica di pallettoni esplosi da un fucile.

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