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Bossi: nessuno strappo con Silvio. Poi l'attacco a Pisapia: è un matto con lui Milano diventa zingaropoli

Politica

Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Il colloquio è andato ''bene''. E' asciutto il commento di Umberto Bossi all'uscita dal primo faccia a faccia chiarificatore durato circa un'ora con Silvio Berlusconi, dopo le amministrative. Nessuno strappo? "No", afferma deciso.

Il Senatur poi smentisce l'offerta alla Lega di una vicepremiership con Giulio Tremonti. Non è quello che serve, dice il leader del Carroccio, bensì "un progetto per il cambiamento: abbiamo fatto il federalismo fiscale, ma non sarà efficace prima di qualche anno".

Sulla base leghista in fermento Bossi è netto: "La base sta dove sto io. E' un partito abbastanza unito, ma qualche paura c'è: stare al governo deve portare alle riforme". Berlusconi, comunque, "l'ho sentito abbastanza sicuro" e anche rispetto alle tensioni prodotte dall'ingresso dei Responsabili al governo, e dalle loro nuove richieste, il Senatur risponde: "Sono problemi che vanno risolti adeguatamente".

Quanto al passaggio parlamentare chiesto dal Presidente della Repubblica a seguito dell'ampliamento della maggioranza, Bossi si dice disponibile: di verifiche "ne abbiamo fatte già tante, ma se la chiede Napolitano, lui è il capo, la faremo".

Tornando poi al voto di Milano, il Senatur tira fuori la sua grinta: "La Lega non lascerà, i milanesi non lasceranno la città in mano a Pisapia, un matto che vuole costruire la più grande moschea d'Europa e riempire la città di clandestini e farne una zingaropoli" E a chi gli chiede delle conseguenze di un'eventuale sconfitta replica: "Vedrai che non perderemo".

Prima del vertice tra il premier e il leader della Lega in un Cdm lampo il Cavaliere aveva rassicurato i ministri. Il governo va avanti la maggioranza è solida, non ci sono alternative a questo esecutivo. avrebbe detto ai suoi raccomandando di stare tranquilli perché l'esecutivo tiene.

Berlusconi sarebbe poi tornato sulle assenze di ieri che hanno visto il governo battuto cinque volte alla Camera. Non devono capitare più episodi di questo genere dobbiamo essere tutti presenti in Aula, ora è il momento di essere uniti. Il Cavaliere, riferiscono alcuni presenti, avrebbe quindi chiesto a tutti i ministri di evitare battute di arresto di questo genere, assicurando la massima presenza in Aula.

Il premier ha poi convocato oggi pomeriggio a palazzo Grazioli i coordinatori nazionali, Ignazio La Russa e Denis Verdini, il responsabile organizzazione del partito Maurizio Lupi e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per fare il punto sui ballottaggi e mettere la sordina al malcontento interno.

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