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Immigrati: dalla Tunisia a Lampedusa in cerca dei figli e del fratello/La Storia (4)

Cronaca

(Adnkronos) - L'ultima speranza per le due donne restava la tappa di Lampedusa. ''Siamo state al Centro d'accoglienza - spiegano - e sono stati tutti cosi' gentili e disponibili con noi, ma purtroppo neppure qui hanno notizie dei nostri cari. Non sappiamo piu' come fare''. Le spese del soggiorno lampedusano sono state affrontate dalle organizzazioni umanitarie. E anche i giornalisti hanno dato un aiuto economico. Dove sono finiti i 31 tunisini partiti la mattina del 28 aprile da Bizerte? Che fine hanno fatto? Sono mai riusciti ad arrivare sulle coste siciliane? Una domanda a cui, a tre settimane dalla partenza, e' difficile dare una risposta.

''Potrebbero essere state rimpatriati - prova a ipotizzare timidamente la madre dei due fratelli - l'importante e' che sono ancora vivi. Oppure la barca potrebbe essere stata dirottata verso la Libia. Che ne pensate?''. Ma nessuno riesce a rassicurarla.

''Sono scappati via dalla Tunisia - spiega ancora Ilgiya - perche' li' hanno bruciato la casa a uno dei miei figli, dopo la caduta del dittatore e' etutto peggiorato. Non c'e' lavoro, e' una vita non vita''. Wafa prova ancora a chiamare al telefono cellulare il fratello Bechir davanti ai giornalisti, ma il cellulare e' staccato. Le due donne scoppiano a piangere. E prima di salutare ci abbracciano forte e chiedono: ''Sono vivi, vero?''. Ma nessuno ha il coraggio di rispondere.

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