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Imprese: Turri (Federcostruzioni), internazionalizzazione unica via in mercato fermo

Economia

Milano, 20 mag. - (Adnkronos) - Di fronte a un mercato fermo, qual e' quello italiano, e' necessario attrezzarsi per l'internazionalizzazione, che non significa solo export, ma strutturare le aziende all'estero. Ed e' la sola via per sopravvivere in una situazione che concede poche speranze, al momento, alle imprese. E' l'allarme che lancia Luca Turri, vicepresidente di Federcostruzioni e presidente di Ucomesa, nata nel 1951 nell'ambito dell'Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell'Industria Meccanica Varia e Affine). "Le nostre pmi - spiega all'ADNKRONOS - stanno cercando disperatamente di supplire a una mancanza di ordinativi interni andando all'estero".

Rispetto alle ragioni per cui il mercato italiano delle costruzioni e' fermo, Turri indica "i problemi finanziari e i problemi di contenimento dell'indebitamento, perche' a livello governativo si e' fatta la scelta di supportare il sociale, piuttosto che di investire e detassare le attivita' produttive. Questo ha fermato letteralmente il mercato". Un mercato, chiarisce, "di 323 miliardi di euro, che e' rappresentato da Federcostruzioni, che raggruppa la filiera di costruttori di edifici e infrastrutture, ma anche di tutto l'indotto". Indotto di cui fa parte anche Anima.

Secondo il vicepresidente di Federcostruzioni "esiste una varieta' ampia in termini di percentuale di penetrazione sull'export, perche' chiaramente le aziende che sono radicate, e hanno il loro mercato nell'ambito del territorio italiano, soffrono maggiormente. Viceversa la meccanica, ma anche l'elettronica sono gia' abituati a esportare". Motivo per cui "Anima ha un export di 23mld nel 2010, per quanto e' attinente alle costruzioni. Il totale del turn over e' 42mld di euro e l'export rappresenta il 50%. In questo ambito ci sono associazioni come Ucomesa che hanno visto un drastico calo di fatturato pur mantenendo una quota percentuale dell'export uguale a quella del 2007 - 2008. Questo significa piccole aziende che non sanno piu' come sopravvivere. E' chiaro che siamo alla disperazione per certi aspetti e quindi ci lanciamo sull'estero". (segue)

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