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Wikipedia si candida a patrimonio dell'Unesco: ''Siamo fenomeno culturale''

Cultura

Berlino, 21 mag. - (Adnkronos) - Wikipedia ha dieci anni di vita e già punta a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco. Lo rivela in un'intervista all'agenzia di stampa tedesca Dpa John Wales, fondatore dell'enciclopedia on line, nata il 15 gennaio del 2001 e gestita dall'organizzazione non profit 'Wikimedia Foundation'.

''Sarebbe uno straordinario riconoscimento -afferma Wales- per tutte quelle migliaia di persone che hanno lavorato a Wikipedia. E sarebbe anche un segnale di sensibilizzazione nei confronti della libera conoscenza''. Per il suo fondatore, la libera enciclopedia ''non è soltanto un sito web, ma un fenomeno culturale'', e per questa ragione può puntare a un riconoscimento che l'Unesco ha assegnato non solo a cose fisiche, ma anche ''al flamenco o alla cucina francese. Vengono riconosciuti come patrimonio mondiale anche le idee, i movimenti o i concetti'', sottolinea Wales.

Inoltre Wikipedia, che attualmente in inglese, francese e tedesco vanta oltre un milione di voci, nella lingua Hindi, ''che è la lingua piu' importante dell'India -spiega Wales- ha circa 60mila voci, nonostante ci siano 280 milioni di persone che parlino l'Hindi''. E annuncia che per questo motivo quest'anno si aprirà una sede dell'enciclopedia in India.

Wales spiega anche la ragione per la quale, nei Paesi dove Wikipedia è presente con molte voci e in modo complesso, diminuiscono i contributi volontari all'enciclopedia. ''E' naturale -spiega- perché più Wikipedia diventa matura, più le voci richiedono conoscenze specifiche approfondite. Certo -aggiunge- va anche migliorata la semplicita' della procedura di accesso alle modifiche di una voce, perche' se l'interfaccia e' troppo complessa, scoraggera' certamente le persone meno avvezze alla tecnologia''.

Sulla pubblicità, infine Wales non ha dubbi: ''Wikipedia nasce come una biblioteca, una scuola o una chiesa e non c'è spazio per la pubblicità. Nel caso di un'attività commerciale non ci vedo niente di starno -sottolinea- ma noi siamo una societa' 'non profit' e i nostri contenuti non possono essere indirizzati dagli eventuali inserzionisti. Se accettassimo la pubblicità -conclude- la nostra immagine nel mondo cambierebbe radicalmente''.

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