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Amministrative: Famiglia cristiana, da premier arroganza a reti unificate

Politica

Citta' del Vaticano, 21 mag. (Adnkronos) - Le interviste rilasciate dal Presidente del consiglio a vari telegiornali nazionali sono state fortemente criticate dal settimanale cattolico Famiglia cristiana. In un editoriale pubblicato dal sito web, si parla di ''arroganza a reti unificate''. ''Esiste una AgCom - si legge nel servizio - che dovrebbe fissare le regole della comunicazione e, in caso di irregolarita', punire gli inadempienti. Gia' il fatto che il premier irrompa nella campagna per Milano e Napoli usando le reti di sua proprieta' dovrebbe far ricordare che c'e' un piccolo inciampo, chiamato conflitto di interessi''.

''Ma tutti zitti - prosegue Famiglia cristiana - e lo stesso, cio' che e' peggio, per le reti a canone. Pare che la Commissione debba riunirsi mercoledi' prossimo, lasciando che nel frattempo Berlusconi faccia altri monologhi davanti a reverenti cronisti. Nessuno dei quali, superfluo notarlo, si e' sognato fin qui di avanzare contestazioni o anche semplici obiezioni''. ''Ora - si legge ancora - non e' da dubitare che i membri dell'AgCom siano carichi di incombenze private, tanto da dover rinviare una riunione di interesse pubblico. Ma se ritengono di poter attendere mercoledi', tanto vale posporre a giugno o luglio; tanto i buoi sono gia' scappati''.

''L'imposizione del primo ministro e l'acquiescenza delle reti pubbliche hanno suscitato violente reazioni, che oggi riempiono i giornali: dall'illegalita' al paragone con la Bielorussia. Superfluo citarle per esteso''. ''E' da chiedersi piuttosto - si rileva - quale effetto avranno queste esternazioni a reti unificate, non tanto per il loro contenuto quanto per la linea padronale che esprimono. Di nuovo o inatteso, Berlusconi non ha detto nulla. Al piu' si e' maggiormente avvicinato a Bossi per la faccenda della Grande Moschea, degli zingari incombenti e della sinistra inaffidabile. Copione conosciuto''. ''Che cio' serva per i ballottaggi, o dia esito negativo, e' tutto da vedere'' afferma il periodico, che poi conclude: ''sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l'altra da un giornalismo Tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette''.

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