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Lavoro: Istat, 800.000 donne 'licenziate' per gravidanza

Economia

Roma, 23 mag. - (Adnkronos) - Ben 800.000 donne, con l'arrivo di un figlio, sono state costrette a lasciare il lavoro, perche' licenziate o messe nelle condizioni di doversi dimettere. Un fenomeno che colpisce piu' le giovani generazioni rispetto alle vecchie e che appare particolarmente critico nel mezzogiorno, dove ''pressoche' la totalita' delle interruzioni puo' ricondursi alle dimissioni forzate''. L'allarme sulla difficile condizione delle donne e il mercato del lavoro e' contenuta nel rapporto annuale dell'Istat 'La situazione del paese nel 2010'.

Nel 2008-2009, si legge nel documento, circa 800.000 madri hanno dichiarato che nel corso della loro vita lavorativa sono state messe in condizione di doversi dimettere in occasione o a seguito di una gravidanza. Si tratta dell'8,7% delle madri che lavorano o hanno lavorato in passato e che sono state costrette dalle aziende a lasciare il lavoro, magari firmando al momento dell'assunzione delle 'dimissioni in bianco'.

A subire piu' spesso questo trattamento, si legge nel rapporto, non sono le donne delle generazioni piu' anziane ma le piu' giovani, 6,8% contro 13,1%, le residenti nel mezzogiorno (10,5%) e le donne con titoli di studio basso (10,4%). Una volta lascito il lavoro solo il 40,7% ha poi ripreso l'attivita', con delle forti differenze nel paese: su 100 donne licenziate o indotte a dimettersi riprendono al lavorare 15 nel nord e 23 nel sud. (segue)

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