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Tv : "Ucciso in Pakistan il Mullah Omar". Ma i Talebani smentiscono

Esteri

Kabul, 23 mag. - (Adnkronos/Ign) - Il Mullah Omar, leader dei Talebani dell'Afghanistan, sarebbe stato ucciso in Pakistan. Lo riferisce la tv afghana Tolo, che cita una fonte della Direzione nazionale afghana per la sicurezza (Nds), i servizi di Kabul. Secondo quanto riportato la guida spirituale dei talebani afghani "è stata uccisa due giorni fa mentre era in viaggio da Quetta al distretto tribale del Waziristan del Nord''.

La notizia viene riportata anche dall'agenzia di stampa iraniana Fars che, citando un ''alto ufficiale afghano'' coperto da anonimato, ha confermato che il Mullah Omar è stato eliminato nei pressi di Quetta, capoluogo della provincia pachistana del Baluchistan, al confine tra Iran e Afghanistan. Addirittura, scrive l'agenzia iraniana, il corpo sarebbe sottoposto in queste ore ad alcuni accertamenti medici. Alla tv pakistana Dawn, invece, un ''alto ufficiale pakistano della sicurezza'' ha detto di non poter ancora confermare la notizia.

Dal canto loro i Talebani dell'Afghanistan hanno decisamente smentito la morte del loro leader. Il mullah Omar, ha detto il portavoce dei Talebani, Zabiullah Mujahid, all'agenzia di stampa Dpa, ''è in Afghanistan e guida il jihad e i mujahidin''. Per Mujahid, la diffusione di notizie sull'uccisione del mullah Omar rientra ''negli sforzi dei nemici e dei loro servizi d'intelligence di creare problemi tra i mujahidin''. ''Ho contattato fonti autorevoli, confermano'' che il mullah Omar è vivo e si trova in Afghanistan, ha aggiunto il portavoce.

A smentire la notizia anche Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), il gruppo dei Talebani del Pakistan, e la Shura di Quetta. "Guardate le informazioni. Se fosse stato ucciso dagli americani perché non annunciano la notizia e perché non lo fa nemmeno il governo afghano? Perché una notizia così importante è stata divulgata in segreto ai media afghani?", ha affermato la fonte ad Aki-adnkronos international un membro del consiglio dirigente dei Talebani. "Tutto questo suggerisce che gli Usa e il governo afghano vogliono diffondere questa notizia per mettere pressione al Pakistan", ha aggiunto il dirigente talebano.

La figura del mullah Omar è avvolta da sempre nel mistero. Da almeno 15 anni in cima alla 'lista nera' del terrorismo mondiale e sulla sua testa pende una taglia da 25 milioni di dollari. L' 'Amir ul Muminin' (Comandante dei Fedeli), carica assunta da Omar dopo la presa di Kabul nel 1996, secondo Washington durante gli anni al potere fornì protezione e assistenza ai leader di al-Qaeda, in particolare a Bin Laden, che in Afghanistan avevano le loro basi operative e i loro covi. Questi elementi convinsero gli Usa della necessità di intervenire militarmente contro i Talebani dopo l'11 settembre per estirpare alla radice il regime del mullah, considerato alla stregua di un movimento terroristico.

Poche sono le notizie che si conoscono della vita privata del mullah Omar e pochissime sono state le sue apparizioni in pubblico e quindi le immagini che lo ritraggono. L'unico particolare emerso è che negli anni '80 l'allora mujahidin Omar perse la vista all'occhio destro durante la guerra con i russi in Afghanistan. Per il resto la figura di Omar è piuttosto enigmatica. E durante i cinque anni di governo talebano, Omar guidò il Paese dalla sua 'casa-rifugio' di Kandahardove viveva praticamente recluso e senza contatti con l'esterno. Tra i pochi che avevano il 'privilegio' di rivolgergli la parola c'era l'ex ministro degli Esteri talebano Wakil Ahmad Muttawakil, fedele portavoce del mullah.

Negli anni scorsi erano circolate più volte voci su un presunto arresto del leader talebano che sfugge alla cattura dal 2001, ogni volta puntualmente smentite. Nel luglio 2010 aveva fatto discutere un post inserito sul blog Usa 'Biggovernment', in cui si sosteneva che il mullah Omar era stato catturato dalle forze di sicurezza pakistane a marzo di quell'anno a Karachi, proprio nel mese in cui era stato arrestato il suo numero due, il mullah Abdul Ghani Baradar.

Questa volta, se la notizia si rivelasse fondata, rappresenterebbe il secondo importante successo nella guerra al terrorismo dichiarata dagli Usa dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, dopo la morte nelle scorse settimane di Osama Bin Laden in un blitz dei Navy Seals vicino Islamabad.

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