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Eruzione vulcano islandese, la nube di cenere verso Irlanda e Gran Bretagna

Esteri

Reykjavik, 23 mag. (Adnkronos/Ign) - Un anno dopo Eyjafjallajokul, un altro vulcano islandese, il Grimsvoetn, si è svegliato ed ha costretto alla chiusura del principale scalo aereo del paese a causa delle colonne di fumo fuoriuscite dal cratere. Secondo un portavoce dei servizi meteo islandesi tuttavia l'eruzione sembra perdere forza e non dovrebbe avere ripercussioni sul traffico aereo europeo paragonabili a quelle causate l'anno scorso dall'Eyjafjallajokul. Di solito il vulcano resta in azione per brevi periodi, quattro giorni l'ultima volta e dieci la precedente.

Per l'organizzazione europea per la sicurezza aerea Eurocontrol "nessun impatto significativo è atteso oggi sui voli" in Europa, ma la nube di cenere vulcanica potrebbe arrivare già oggi pomeriggio nei cieli di Gran Bretagna e Irlanda. La previsione è di una portavoce della Commissione europea, secondo cui, pur non essendo al momento prevedibili blocchi aerei nei cieli d'Europa, il commissario ai Trasporti Siim Kallas ha già avviato contatti con i ministri responsabili dell'Ue per concordare una strategia comune nel caso di un'emergenza.

"Ci sono molte differenze rispetto alla situazione dell'aprile 2010 - ha sottolineato la portavoce di Kallas, Helen Kearns - ed è difficile prevedere quello che succederà nei prossimi giorni. La situazione meteo è in evoluzione, e oggi pomeriggio le ceneri dovrebbero arrivare sui cieli di Irlanda e Inghilterra". Stando a quanto precisato dalla portavoce, rispetto all'anno scorso, è diversa la situazione meteorologica, ma anche "il tipo di vulcano, il volume delle emissioni e la densità delle ceneri".

Inoltre, dal punto di vista tecnico, sono aumentati gli strumenti di cui dispongono Stati ed enti di controllo sugli spazi aerei. Tuttavia, a distanza di un anno dall'emergenza provocata dal vulcano Eyjafjallajokul, "non è ancora stato stabilito il livello massimo di concentrazione di ceneri vulcaniche che gli aerei possono tollerare senza rischi per la sicurezza", perché "è molto difficile avere una risposta univoca in una questione scientifica come questa".

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