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Multe per premier in tv, Bersani: "Gesto insanabile ma non paghino i cittadini"

Politica

Roma, 24 mag. (Adnkronos/Ign) - Pier Luigi Bersani prende atto delle sanzioni dell'Agcom ai tg che hanno ospitato interviste a Silvio Berlusconi ma esclude ''che a pagare siano i contribuenti''. Per il segretario del Pd il gesto del premier ''e' insanabile''.

"Per carita', la presa di posizione di Agcom c'e' stata -prende atto Bersani- ma la domanda ora e': chi paga? Io tenderei ad escludere che debbano essere i contribuenti. Tutta questa vicenda ci dice che bisogna rompere il giocattolo, che non funziona: rimedi ex post e stili che sarebbero impensabili in qualsiasi Paese del mondo...".

Bersani, che parla con i giornalisti alla Camera, definisce le cinque interviste televisive del premier "un gesto insanabile, non c'e' multa che possa sanarlo" e il problema e' che "non dovrebbe essere consentito" e ci vorrebbe un'autorita' che interviene "prima". Quanto all'accusa del capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto al presidente di Agcom Corrado Calabro' di non essere garante super partes, Bersani replica: "Lascio agli italiani giudicare su considerazioni sconclusionate e lunari".

Contro la decisione dell'Authority interviene dalla maggioranza Fabrizio Cicchitto, che parla di "durissimo attacco alla liberta' di informazione ricorrendo alla gherminella di conteggiare in un solo giorno i tempi degli interventi di Berlusconi. Cio' ci fa capire il disegno liberticida portato avanti da alcune delle forze che si aggregano nello schieramento di sinistra. L'arroganza di questi gruppi aumenta di giorno in giorno". Per il presidente dei deputati Pdl, il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, "si sta assumendo delle gravissime responsabilita' e sta venendo meno al ruolo del garante superpartes''.

Dall'opposizione gli risponde il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. "Per Cicchitto e' normale che il capolista del Pdl a Milano invada cinque Tg nazionali con dei videomessaggi senza contraddittorio e senza dare possibilita' di replica agli candidati degli altri partiti''. "L'Agcom -aggiunge- non poteva non intervenire, dopo la palese violazione della par condicio di venerdi' scorso. Ma tutto cio' non basta: infatti, le sanzioni che sono state comminate dall'Autorita', dovrebbero essere pagate dai direttori che sono responsabili di aver violato palesemente le regole televisive della campagna elettorale e non dai cittadini che pagano il canone". "L'Italia dei valori ha presentato oggi un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale affinche', nell'azienda pubblica, ognuno si assuma le proprie responsabilita''', conclude Orlando.

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