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Tremonti: avanti con il ciclo delle riforme

Economia

Roma, 24 mag. (Adnkronos) - Il ciclo delle riforme ''è appena iniziato e deve continuare. E' tutto aperto a formule empiriche e costruttive''. E' quanto sottolinea il ministro dell'Economia Giulio Tremonti parlando in occasione della presentazione del rapporto della Corte dei Conti.

Il titolare del dicastero di via XX Settembre sottolinea però che ''non si può immaginare che tutto avvenga in un attimo, per un atto e un'azione di un attivista''. Occorre invece la ''gradualità necessaria: c'è un giorno da cui si inizia''. Tremonti, quindi, per spiegare quale è la strada del progresso, cita Cavour: ''Bisogna camminare sulla via del progresso, evitando gli eccessi degli agitati e le secche dei retrogradi''.

Per Tremonti, "forse la crescita di questo Paese non è sufficiente, certo che non è sufficiente. Però senza la tenuta di bilancio non ci sarebbe stata neanche questa crescita insufficiente".

Tremonti prende quindi in prestito una frase di Aristotele ('primum vivere deinde philosophari') e la adatta alla situazione del paese per spiegare quali sono e priorità: "Primum vivere deinde crescere. Ma per capire in che termini crescere bisogna prima capire, nel corso degli anni passati, cosa è successo. Cosa c'è nel profondo strutturale di questo paese". "E' stato fatto tutto in modo perfetto?", chiede Tremonti. "Può essere che ci siano stati dei limiti, certamente ci sono stati ma la scelta molto selettiva di concentrare una enorme massa di spesa pubblica sugli ammortizzatori sociali credo sia stata la scelta giusta". L'azione del governo in questi anni, sottolinea Tremonti, è stata "caratterizzata da una altissima cifra di moralità politica. Non abbiamo solo tenuto i conti in ordine, abbiamo tenuto il bilancio dello Stato che contiene il risparmio delle famiglie, la coesione sociale e il finanziamento alle imprese". Un risultato, aggiunge subito dopo il ministro, che "non è merito solo del governo ma di tutti".

A proposito del rapporto Istat, "so che ci sono dei poveri - osserva Tremonti - ma considero discutibile la rappresentazione" secondo cui un italiano su 4 sarebbe povero. Il ministro, rivolgendosi alle persone presenti, chiede: "Alzi la mano chi di voi è povero. Nessuno". Questo vuol dire, chiede il ministro, che "è un campione di fallacia statistica? Non credo. Ma credo che alcune rappresentazioni di vita reale escludano tratti di questo tipo".

Il ministro sottolinea quindi che "molto può essere fatto in termini complessivi. Tra l'altro - sottolinea - risulta in tutte le statistiche che la ricchezza in Italia non è scesa ma è salita in questo decennio".

Tremonti risponde indirettamente a Luca Cordero di Montezemolo. ''Non credo che dobbiamo ridurre tutto alla formula degli azionisti - dice il ministro -. Dobbiamo ragionare in termini di valori, ma rispetto ai valori mobiliari credo che tutti preferiamo i valori civili''.

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