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M.O.: Netanyahu, si' a stato palestinese ma non su frontiere 1967

Esteri

Washington, 24 mag. - (Adnkronos) - Israele "non ritornera' agli indifendibili confini del 1967", ma anche Gerusalemme "non deve essere piu' divisa e rimarra' la capitale unita d'Israele". In un applauditissimo discorso davanti al Congresso americano, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu si e' detto pronto a "dolorosi compromessi" con la rinuncia "a parti della terra ebraica ancestrale" per arrivare alla pace con "due stati per due popoli", ma ha ribadito una serie di punti fermi per Israele.

"Israele sara' generoso sulle dimensioni dello stato palestinese, ma sara' molto fermo su dove porremo i confini", ha detto Netanyahu, dopo aver riconosciuto che "i palestinesi condividono questa piccola terra con noi". Il primo ministro israeliano ha parlato della necessita' di uno stato palestinese "smilitarizzato" e di una presenza militare israeliana lungo le rive del Giordano. Ha poi sottolineato che i profughi palestinesi dovranno vivere nello stato palestinese. E al presidente dell'Autorita' nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha chiesto di riconoscere lo stato ebraico cosi' come lui stesso e' pronto a riconoscere il futuro stato palestinese.

"Abbas stracci il patto con Hamas, sieda con noi e negozi la pace", ha proseguito Netanyahu. "La pace non puo' essere imposta, deve essere negoziata e deve essere negoziata con un partner impegnato per la pace", non Hamas che vuole "la distruzione di Israele", ha detto ancora il primo ministro israeliano, parlando di Hamas come "la versione palestinese di al Qaeda". Se faremo la pace, ha poi promesso, "Israele sara' il primo paese ad accogliere lo Stato palestinese all'Onu". (segue)

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