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Ocse: ''Nel 2011 si rafforza il Pil mondiale. In Italia ripresa lenta ma continua''

Economia

Parigi, 25 mag. (Adnkronos) - "La lenta ripresa dell'Italia dovrebbe continuare con una crescita che nel 2012 dovrebbe rafforzarsi". E' il giudizio espresso dall'Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (Ocse) nell'Economic Outlook diffuso oggi, in cui ipotizza per il 2012 una crescita del Pil italiano dell'1,6 %, più alto dell'1,1% stimato per l'anno in corso.

Inoltre, "si rafforza la ripresa da quella che è stata la recessione più profonda degli ultimi decenni" grazie anche alla crescita della domanda finale, ma i "progressi restano diseguali" da Paese a Paese. E per il 2011 l'Ocse prevede una crescita globale del Pil del 4,20%, che il prossimo anno potrebbe salire al 4,60%.

Il dato di questa "ripresa a più velocità", tuttavia, si scontra con un "tasso di disoccupazione che resta alto nella maggior parte dei Paesi Ocse": in media la percentuale di senza lavoro è stimata in calo dall'8,3% del 2010 al 7,9 quest'anno e al 7,4% nel 2012.

Nella presentazione del rapporto, il capo economista dell'organizzazione, Pier Carlo Padoan, sottolinea anche "la crescita delle aspettative di inflazione", più forti nei Paesi non Ocse, a causa della forte domanda interna e dei consistenti flussi di capitale. Nei Paesi Ocse - dove quest'anno l'aumento del Pil è stimato al 2,3% (+2,8 nel 2012) - la crescita dei prezzi dovrebbe attestarsi al 2,3% quest'anno e all'1,7 nel 2012.

Per l'Eurozona tanto nel 2011 che nel 2012 la crescita del Pil è stimata al 2,0% annuo, un livello più basso del +2,6% e +3,1 rispettivamente stimato per gli Stati Uniti. Quanto al Giappone, la previsione - alla luce delle conseguenze del terremoto dello scorso 11 marzo - è di un calo del Pil dello 0,9% quest'anno seguito da una ripresa del 2,2 nel 2012.

Un importante contributo a questa ripresa dovrebbe arrivare dalla crescita del commercio globale che nel 2011 dovrebbe segnare un +8,1% su base annua e salire a +8,4 il prossimo anno. Un elemento di rischio, invece arriva dalle "debolezze fiscali in aumento nell'Eurozona, nonostante consistenti sforzi di aggiustamento nei Paesi periferici".

Il rapporto dell'Ocse sottolinea come l'impatto di questi interventi di aggiustamento potrebbe "indebolire in modo significativo la ripresa, magari scatenando dinamiche di stagflazione in alcune economie avanzate". A livello Ocse, il disavanzo dei conti pubblici potrebbe passare dal 7,7% del Pil del 2010 al 6,7% del 2011 per scendere il prossimo anno al 5,6.

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